Borsa: l'Europa in picchiata, corrono petrolio e gas
In aumento i rendimenti dei titoli di Stato. In calo oro e argento
Le Borse europee peggiorano ancora con l'indice stoxx 500 che cede il 3,1%, portandosi ai livelli di gennaio scorso. Sui mercati aumenta la paura per gli impatti della guerra in Medio Oriente e per la chiusura dello stretto di Hormuz, lo snodo per il transito delle navi che trasportano petrolio e gas. Una quadro che alimenta il rally delle materie prime e crea tensione sui titoli di Stato. Sono in forte calo Madrid (-3,7%), Milano (-3,6%), Francoforte (-3,2%), Parigi (-2,6%), Londra (-2,5%). I principali listini del Vecchio continente sono appesantiti dalle banche e assicurazioni (-4%), le utility (-3,7%). Male anche il lusso (-2,9%) e le compagnie aeree (-4%). Contenuto il calo dell'energia (-0,4%). Sul fronte delle materie prime prosegue la corsa del petrolio. Il Wti guadagna il 5,7% a 75,35 dollari al barile. Il Brent sale del 5,7% a 82,18 dollari. Vola anche il gas che mette a segno un rialzo del 32,12% a 58,92 euro al megawattora. In calo il prezzo dell'oro che scende del 2% a 5.279 dollari l'oncia. Crolla l'argento che lascia sul terreno l'11% a 84,34 dollari l'oncia. In tensione i titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund sale a 69 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,47% (+12 punti base) e quello tedesco al 2,79% (+9 punti base). Il titolo a dieci anni del Regno Unito aumenta di 13 punti al 4,50%.
(H.Schneide--BBZ)