Berliner Boersenzeitung - Torino-Lione: Bufalini, in piena costruzione per i dieci anni di Telt

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Torino-Lione: Bufalini, in piena costruzione per i dieci anni di Telt
Torino-Lione: Bufalini, in piena costruzione per i dieci anni di Telt

Torino-Lione: Bufalini, in piena costruzione per i dieci anni di Telt

"Un'opera oltre gli schemi tecnici, si decide senza confini"

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"Telt nel 2025 ha festeggiato i suoi dieci anni, nel pieno della costruzione della linea ferroviaria Torino-Lione. È un'opera che sale di scala a livello europeo: sarà infatti il tunnel più lungo e più profondo del mondo. Si parla del progetto dagli Anni Novanta e Telt nasce nel 2015 per realizzare l'opera e gestirla poi per novantanove anni. È venuto dunque il momento di rivedere il percorso, senza raccontarlo noi, ma attraverso testimoni. Dalle loro parole emerge un'opera che va oltre i temi di costruzione: si decide insieme, senza confini nazionali". È così che Maurizio Bufalini, direttore generale di Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin) parla del volume "Tracce di futuro: dieci voci più una raccontano l'avventura della futura linea ferroviaria Torino-Lione", con interviste di ANSA e Afp. Sfogliare quest'ultimo decennio dà un sapore lontano ai primi passi tracciati per superare la linea storica, quella del Frejus. Il tunnel di base del Moncenisio negli Anni Novanta era solo un'idea, da cui nacque Alpetunnel, poi vennero gli studi preliminari di Ltf. Nei dieci anni dopo, quelli di Telt, la progettazione viene terminata e aprono i cantieri del tunnel di base. Bufalini spiega come si concretizza il superamento dei confini nel lavoro quotidiano. "Facciamo gli appalti col diritto francese - dice - ma la Francia ha accettato l'applicativo antimafia italiano. Lo stesso vale per il materiale di scavo: può essere scambiato tra i due lati. Gli italiani sono naturalmente bravi nelle emergenze, i francesi sulla pianificazione. Gli appalti - torna sul tema - non sono al massimo ribasso, ma all'offerta economicamente più vantaggiosa. La parte economica dunque conta, ma per il 45-50% pesano criteri di sostenibilità ambientale e sociale, non abbiamo i cosiddetti campi base e ciò crea una ricaduta immediata sul territorio. Non è sempre semplice, ma è una modalità virtuosa di gestione". "In un periodo in cui si richiudono le frontiere - conclude - investire per viaggiare, per avere una ferrovia che unisce, è un segno importante di volontà di ricerca di pace, di cultura".

(Y.Berger--BBZ)