Berliner Boersenzeitung - Unioncamere, cresce la propensione al risparmio, nel 2024 all'8,28%

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Unioncamere, cresce la propensione al risparmio, nel 2024 all'8,28%
Unioncamere, cresce la propensione al risparmio, nel 2024 all'8,28%

Unioncamere, cresce la propensione al risparmio, nel 2024 all'8,28%

Ma al Sud oltre tre punti inferiore al Nord, al 6,08% contro il 9,73%

Dimensione del testo:

Cresce la propensione al risparmio degli italiani, tra il 2019 e il 2024 la quota di reddito disponibile messa da parte dalle famiglie è passata dal 7,55% all'8,28% nel 2024 con il Sud che resta indietro. Nel Mezzogiorno l'incidenza si è fermata al 6,08% nel 2024 a fronte del 5,67% nel 2019, mentre al Nord è arrivata al 9,73% contro l'8,5% nel 2019)con punte del 10,46% al Nord ovest (9,72% nel 2019). Emerge da un'analisi realizzata da Unioncamere e dal suo Centro Studi Guglielmo Tagliacarne secondo il quale Biella si conferma nel 2024 la provincia più vocata al risparmio (14,37%), seguita da Asti (12,79%) e Vercelli (12,53%). Le provincie con la quota più bassa di risparmio sono Crotone (4,30%) Siracusa (4,37%) e Ragusa (4,51%). Nel complesso, secondo lo studio, la maggiore diffusione dello smartworking aumenta la capacità di risparmio: i lavoratori hanno accantonato il 9,45% delle proprie entrate nel 2024 nei territori dove la quota del lavoro da "remoto" è stata maggiore rispetto alla media nazionale, contro il 7,67% messo da parte dai lavoratori dove il ricorso a questo strumento è stato più basso. "Il risparmio - sottolinea Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne - si presenta territorialmente più concentrato rispetto al reddito delle famiglie. Le prime quindici province per ammontare complessivo del risparmio assorbono, infatti, circa il 50% di tutto questo aggregato, ovvero 4,4 punti percentuali in più rispetto a quanto si riscontra per il reddito disponibile. Nel corso dell'ultimo quinquennio è aumentato il differenziale della propensione al risparmio tra Mezzogiorno e resto del Paese, nonostante un recente miglioramento della capacità di risparmio del Sud. A pesare non è solo il minor livello di reddito pro-capite meridionale, ma anche l'incremento più sostenuto dei prezzi nell'area che, a parità di altre condizioni, ha determinato un aumento del valore della spesa e, conseguentemente, una riduzione della possibilità di accantonare risorse".

(F.Schuster--BBZ)