Berliner Boersenzeitung - Per due italiani su tre problemi mentali legati a vergogna e discriminazione

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Per due italiani su tre problemi mentali legati a vergogna e discriminazione

Per due italiani su tre problemi mentali legati a vergogna e discriminazione

Il rapporto Censis-Lundbeck. Aumenta propensione a ricorrere a un professionista

Dimensione del testo:

Secondo gli italiani persiste uno stigma sociale fortemente associato alle malattie mentali, soprattutto per le malattie psichiatriche: il 67,9% ritiene che su questi disturbi pesino ancora vergogna e discriminazione, mentre i disturbi neurologici vengono considerati meno soggetti a stigma (44,9%). Inoltre prevale la convinzione che la situazione di vita di chi soffre di problemi mentali sia ancora segnata dalla vergogna e dall'isolamento sociale (lo pensa circa il 59% degli italiani). È quanto emerge dall'indagine 'Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani' realizzata dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia e presentata oggi a Roma. Con riferimento a sé stessi il 50,3% del campione intende per salute mentale l'assenza di disagio psicologico e quindi l'assenza di problemi che incidono sullo stato emotivo, come ansia e depressione lieve. A livello culturale emerge una propensione ormai diffusa a rivolgersi ad un aiuto professionale, con l'82,0% che ricorrerebbe o è già ricorso ad un professionista nel caso in cui si dovesse fronteggiare un problema di salute mentale, segnale di una tendenza normalizzazione che, in primo luogo per i disagi percepiti come non gravi. Inoltre, nell'indagine viene rilevato che il 62,8% degli intervistati pensa che salute mentale e salute del cervello non coincidono e si tende a distinguere tra malattie neurologiche e del neurosviluppo (salute del cervello) e malattie psichiatriche (salute mentale). Tra le malattie del cervello vengono indicate prima di tutto tumori del cervello (42,8%) e demenze (40,7%), mentre tra le malattie indicate come problemi di salute mentale prevalgono depressione (52,0%) e forme di paranoia e manie (34,5%). Si tratta di una concezione in cui è poco presente la consapevolezza di un'interdipendenza tra salute mentale e del cervello. "I fattori che gli italiani ritengono più importanti per promuovere la salute mentale e del cervello superano la tradizionale dicotomia e appaiono trasversali, coniugando gli aspetti individuali, come stili di vita sani (64,5%), relazioni familiari e vita sociale positive (52,2%) e equilibrio tra lavoro e vita privata (39,3%), a quelli più legati ai determinanti sociali ed ambientali, come un ambiente di vita socialmente non degradato (28,3%)", spiega infine Ketty Vaccaro, responsabile ricerca biomedica e salute del Censis.

(K.Müller--BBZ)