Sicp dopo suicidio malato Sla, "cure palliative, formazione e reale libertà di scelta"
"Profonda preoccupazione"per vicenda. Accompagnare e non abbandonare
Cure palliative precoci, formazione dei sanitari e autodeterminazione per una reale libertà di scelta: la Società Italiana di Cure Palliative (Sicp) esprime in una nota "profonda attenzione e preoccupazione" di fronte alla notizia del suicidio nel torinese di un uomo affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla) al quale non sarebbero state prospettate alternative assistenziali alla ventilazione invasiva tramite tracheotomia, e indica quelli che a suo giudizio sono gli interventi urgenti, che acquistano ancor di più importanza "nei momenti segnati dalla paura di una sofferenza insopportabile". "Vicende come questa, avvenuta peraltro in un territorio regionale dove è consolidata da tempo la collaborazione e l'integrazione tra Cure Palliative e ambito specialistico neurologico - spiega la Sicp - richiamano con urgenza la responsabilità del sistema sanitario nel garantire alle persone affette da malattie inguaribili ad evoluzione progressiva un accompagnamento competente e una continuità assistenziale". La Società ribadisce che "le Cure Palliative Precoci devono essere proposte e attivate tempestivamente in tutti i contesti di cura, come parte integrante dei percorsi assistenziali, e rese concretamente disponibili alle persone malate e ai loro familiari. Esse rappresentano uno strumento essenziale per il controllo dei sintomi, il sostegno esistenziale e sociale e la tutela della dignità della persona, e sono condizione imprescindibile per una reale libertà di scelta per la quale ogni individuo necessità di tempi diversi e approcci personalizzati". In questo quadro, la Sicp sottolinea con forza il dovere dei professionisti sanitari di possedere una conoscenza adeguata e diffusa delle opzioni terapeutiche e assistenziali disponibili, incluse le Cure Palliative, "e di saperle proporre in modo chiaro e appropriato. Tale dovere - nota - implica una responsabilità formativa continua, senza la quale il diritto alla scelta rischia di restare solo formale". La Sicp ricorda poi che la legge 219/2017 afferma il diritto all'autodeterminazione della persona e stabilisce che ogni decisione sanitaria debba fondarsi su un'informazione completa e comprensibile. "Favorire l'autodeterminazione - rileva - significa accompagnare, non abbandonare: offrire competenza, ascolto e alternative concrete, affinché nessuna decisione venga maturata nella solitudine o nell'assenza di adeguate risposte assistenziali".
(L.Kaufmann--BBZ)