Gemelli, al via le prime linee guida italiane per le gravidanze ad alto rischio
Il documento offre una serie di strategie per prevenire, riconoscere e gestire complicanze
Prevenzione mirata, diagnosi precoce e presa in carico nei centri specialistici per le principali complicanze. Sono alcune delle raccomandazioni incluse nelle linee guida italiane dedicate alla gestione delle gravidanze ad alto rischio. Il documento, presentato oggi alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, frutto del lavoro di un ampio gruppo di specialisti, è stato elaborato dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) e approvato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss). Il corpus di raccomandazioni, articolato nei quattro principali capitoli della patologia ostetrica (ipertensione, diabete, ritardo di crescita fetale e parto prematuro), offre una serie di strategie concrete per prevenire, riconoscere tempestivamente e trattare le principali complicanze della gravidanza. Il presidente dell'Iss, Rocco Bellantone, ha parlato di "un traguardo importante raggiunto grazie al prezioso contributo scientifico della Sigo e alla garanzia metodologica del Centro Nazionale per la Clinical Governance, che ne ha curato la validazione. Queste linee guida - ha spiegato- entrano a far parte ufficialmente del Sistema Nazionale Linee Guida (Snlg), rappresentando un modello virtuoso di trasparenza ed equità". Secondo i dati CeDap (Certificato di assistenza al parto) nel 2024 in Italia si sono registrati 365.238 parti, con una quota di madri straniere pari a circa il 20%. L'età media è di 33,3 anni per le italiane e 31,3 per le straniere, fattore che contribuisce ad aumentare la complessità delle gravidanze. "In Italia - dichiara Tullio Ghi, direttore della Uoc di Ostetricia e Patologia Ostetrica del Gemelli che ha coordinato i lavori - l'età media della prima gravidanza continua ad aumentare, con un impatto significativo sul rischio di complicanze ostetriche. Questo rende fondamentale disporre di strumenti clinici aggiornati per intercettare e gestire al meglio le gravidanze ad alto rischio. Lo scenario epidemiologico -continua- mostra che anche le cittadine straniere seguono questa tendenza: fanno sempre meno figli e in età sempre più avanzata, come se anche loro si stessero adattando ai costumi italiani". Per il presidente della Sigo, Elsa Viora, queste linee possono "rappresentare un mattone utile nel costruire una ostetricia sempre più attenta ai bisogni di tutti: medici, ostetriche, personale sanitario, donne e coppie". Con oltre 4mila parti l'anno, il Gemelli si conferma tra i principali punti nascita del Centro-Sud e riferimento nazionale per la gestione delle gravidanze complesse.
(Y.Yildiz--BBZ)