Tumore del polmone, dati positivi da un nuovo vaccino terapeutico
Raddoppia sopravvivenza a 1 anno in pazienti in cui le cure hanno smesso di funzionare
Un vaccino terapeutico di nuova generazione può dare una chance in più a una parte di pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule in fase avanzata in cui le precedenti linee di trattamento hanno smesso di funzionare. Il vaccino, che addestra il sistema immunitario a combattere direttamente le cellule tumorali, abbinato all'immunoterapia o alla chemioterapia contribuisce a raddoppiare la sopravvivenza a un anno rispetto alla sola chemioterapia. È il dato che emerge da uno studio clinico di fase II promosso dalla Fondazione Ricerca Traslazionale (FoRT) e che sarà presentato nei prossimi giorni al congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo), a Madrid. "Il vaccino è costituito da una combinazione sintetica di 10 brevi frammenti di amminoacidi (peptidi) selezionati da antigeni tumorali", cioè proteine che si trovano sulle cellule tumorali, spiega il primo autore dello studio Federico Cappuzzo, direttore dell'Oncologia Medica 2 dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e presidente della Fondazione FoRT. Per questa ragione il vaccino viene detto peptidico. "Il farmaco - continua Cappuzzo - agisce come un vero e proprio addestratore molecolare del sistema immunitario: nei pazienti con la variante genetica Hla-A2 positivi (antigene leucocitario umano) presenta questi 10 'identikit' ai linfociti T, le cellule difensive dell'organismo, insegnando loro a riconoscere e distruggere le cellule tumorali con chirurgica precisione e senza alcun incremento della tossicità rispetto ai trattamenti standard". Nella sperimentazione (denominata Combi-TED), 106 pazienti con malattia in progressione dopo una prima linea di chemio-immunoterapia sono stati divisi in tre gruppi di trattamento per valutare la somministrazione del vaccino peptidico in associazione alla chemioterapia, il vaccino in associazione all'immunoterapico nivolumab, oppure la sola chemioterapia standard a base di docetaxel. "I risultati sono stati molto positivi: nei pazienti che hanno ricevuti il vaccino la sopravvivenza a un anno è raddoppiata rispetto al gruppo trattato con la sola terapia tradizionale, senza alcun eccesso in termini di effetti collaterali", continua Cappuzzo. In particolare, la sopravvivenza a un anno è risultata essere del 47% e del 46% nei pazienti trattati con il vaccino associato a immunoterapia o chemioterapia, rispetto al 29% di quelli che hanno ricevuto la sola chemioterapia. Il tumore al polmone colpisce ogni anno quasi 40 mila italiani ed è il primo tumore per mortalità.
(A.Berg--BBZ)