Scoperta una nuova forma di memoria nel cervello visivo ++ solo AWN
Consente di continuare a 'vedere' anche quando gli oggetti si nascondono
Un team di ricerca dell'Istituto di neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Cnr-In) e dell'Università di Firenze ha individuato un meccanismo fondamentale della percezione visiva: una forma di memoria che ci permette di vedere gli oggetti anche quando scompaiono temporaneamente dalla vista, per esempio dietro un ostacolo. Nella vita quotidiana accade continuamente: un'auto che passa dietro un camion, una bici che scorre dietro una siepe. Nonostante queste interruzioni, la nostra esperienza visiva resta stabile: "Riusciamo a mantenere una percezione coerente degli oggetti". Fino a oggi, però, non era chiaro quali fossero i meccanismi cerebrali alla base di questa capacità. Lo studio, pubblicato sulla rivista Current Biology e la cui prima autrice è Hazal Sertakan, dottoranda all'Università di Firenze, ha messo alla prova due ipotesi: che esistesse una funzione specifica del sistema visivo in grado di conservare una traccia degli oggetti nascosti oppure che il cervello si limitasse a 'tollerare' brevi interruzioni. Per verificarlo, i ricercatori hanno analizzato cosa accade quando un oggetto colorato in movimento passa dietro un altro oggetto e rimane invisibile per oltre un secondo. I risultati mostrano che, anche durante la scomparsa, l'oggetto continua a influenzare la percezione del colore degli stimoli presentati lungo la sua traiettoria. Un segnale chiaro del fatto che il cervello mantiene una rappresentazione attiva di ciò che non è più visibile. Questo calcolo avviene molto presto nel flusso di analisi visiva in quanto esistono altri processi cerebrali come quello per calcolare il colore che vi attingono. "Parte di quello che vediamo non proviene direttamente dai nostri sensi, ma è il risultato di una costruzione interna del cervello", osserva David Burr, professore emerito dell'Università di Firenze e già vincitore di un finanziamento Erc sui meccanismi generativi della percezione. "Se un oggetto si muove lungo una traiettoria regolare e poi scompare - aggiunge - il cervello dispone già di tutte le informazioni necessarie per prevedere dove riapparirà". "Il sistema visivo - evidenzia Guido Marco Cicchini, ricercatore del Cnr-In - riesce a costruire quasi istantaneamente una rappresentazione degli oggetti e a mantenerla ad alta definizione per oltre un secondo".
(F.Schuster--BBZ)