Berliner Boersenzeitung - Lincei, le università telematiche garantiscano un insegnamento di qualità

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Lincei, le università telematiche garantiscano un insegnamento di qualità
Lincei, le università telematiche garantiscano un insegnamento di qualità

Lincei, le università telematiche garantiscano un insegnamento di qualità

Per non vanificare il beneficio di un accesso più ampio

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Le università telematiche dovrebbero garantire un insegnamento di qualità in modo da non perdere il grande beneficio dell'accessibilità dei loro corsi: lo indica l'Accademia Nazionale dei Lincei nel documento redatto dalle sue commissioni Università e Ricerca e reso noto oggi. "Se da una parte le università telematiche hanno consentito l'accesso agli studi superiori a una platea molto più vasta di studenti, dall'altra - si legge nel documento - ci sono fondati timori che il livello di preparazione conseguita in molte di queste sedi sia di qualità inferiore e contribuisca a generare nel nostro Paese delle lauree di serie B". In questo modo, si legge ancora, "si vanificherebbe lo scopo di espandere a una platea più ampia l'accesso a una qualificata istruzione terziaria". L'Accademia interviene così nel dibattito sul crescente numero di iscritti alle 11 università telematiche presenti in Italia (tutte private tranne una), che dal 2019 al 2024 è aumentato del 121,6%, arrivando a rappresentare oltre il 15% del totale nazionale, mentre gli atenei statali sono cresciuti solo del 5%. A preoccupare, si legge ancora nel documento, il rapporto non adeguato fra il numero dei docenti e quello degli studenti, che nelle università telematiche è di circa 301 a 1 contro i 27 a 1 delle statali: decisamente più elevato rispetto a quello indicato dal ministero dell'Università e della Ricerca. In proposito, i Lincei rilevano che il recente decreto ministeriale 1835 ha suscitato perplessità poiché ha di fatto raddoppiato il numero degli studenti per docente rispetto alle norme del 2021. Preoccupano anche il mancato controllo sulla qualità scientifica dei docenti, che per oltre il 72% sono professori a contratto e per quasi l'84% una combinazione di questi ultimi e tutor, e che spesso sono privi di requisiti chiari come il dottorato. Un altro punto debole è la scarsità della ricerca: i dati sui dottorandi e sui grant europei Marie Skłodowska-Curie Actions (MSCA) sono quasi irrilevanti, con le telematiche che pesano rispettivamente solo per lo 0,7% e lo 0,1% del totale. Preoccupano infine le modalità d'esame, spesso gestite online con test a scelta multipla e diffusione di panieri di risposte a pagamento, nonostante l'obbligo di prove in presenza.

(U.Gruber--BBZ)