Berliner Boersenzeitung - Polpi giganti erano il terrore dei mari 100 milioni di anni fa

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Polpi giganti erano il terrore dei mari 100 milioni di anni fa
Polpi giganti erano il terrore dei mari 100 milioni di anni fa

Polpi giganti erano il terrore dei mari 100 milioni di anni fa

Potevano arrivare a 19 metri di lunghezza ed erano carnivori

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Un predatore molto più temibile di enormi rettili marini e squali terrorizzava i mari del tardo Cretaceo, tra 65 e 100 milioni di anni fa: all'apice della catena alimentare c'erano probabilmente anche polpi giganti simili al kraken, il leggendario mostro marino, che potevano raggiungere una lunghezza di ben 19 metri. È l'inquietante scenario tratteggiato dallo studio pubblicato sulla rivista Science e guidato dalla giapponese Hokkaido University. I segni di usura sulle antiche mandibole fossili analizzate indicano, inoltre, che questi animali fossero carnivori molto attivi, abituati a frantumare regolarmente gusci e ossa dure con potenti morsi. Finora si credeva che, per centinaia di milioni di anni, gli ecosistemi marini fossero stati dominati da grandi predatori vertebrati. Tuttavia, nonostante siano invertebrati, i polpi hanno seguito una traiettoria evolutiva unica nel suo genere: invece di gusci protettivi hanno sviluppato grande mobilità, vista acuta e notevole intelligenza. Alcune specie hanno anche raggiunto dimensioni enormi, ma finora il loro ruolo ecologico è rimasto incerto, a causa della scarsità dei fossili. Per colmare questa lacuna, i ricercatori coordinati da Yasuhiro Iba hanno esaminato alcuni fossili di mandibole appartenute a polpi vissuti tra 72 e 100 milioni di anni fa e a loro parenti, analizzando in particolare i segni di usura. Questo perché i morsi dati a prede dure o dotate di scheletro lasciano segni caratteristici, e le dimensioni delle mandibole possono anche permettere di risalire a quelle dell'intera creatura. I risultati mostrano che questi antichi animali avevano raggiunto dimensioni eccezionali, rivaleggiando con rettili marini giganti loro contemporanei. Negli individui più grandi, i profondi segni di usura delle mandibole suggeriscono che si cibassero regolarmente di grosse prede dotate di gusci e ossa, afferrandole con le loro lunghe braccia e smembrandole con i becchi robusti.

(A.Berg--BBZ)