Al tenore Francesco Demuro il premio Mamuthone e Issohadore ad honorem
'Per me è un atto di fiducia culturale'
Francesco Demuro, tenore di fama internazionale, è stato insignito del titolo di Mamuthone e Issohadore ad honorem. L'onorificenza, istituita dall'amministrazione comunale di Mamoiada, nel Nuorese, legata alle tipiche maschere barbaricine, sarà assegnata all'artista di Porto Torres (Sassari) domenica 8 marzo, alle 18.30, nella sala convegni del Museo delle maschere mediterranee. In occasione della consegna si riunirà il consiglio comunale. "L'onorificenza di Mamuthone e Issohadore ad honorem non è un semplice riconoscimento simbolico. È un atto di fiducia culturale. È l'ingresso ideale in una delle tradizioni più antiche e identitarie della Sardegna - dice all'ANSA Francesco Demuro - i Mamuthones e gli Issohadores di Mamoiada non sono maschere folkloristiche. Sono archetipi viventi. Sono memoria collettiva che cammina". Per il sindaco di Mamoiada Luciano Barone "Francesco Demuro incarna tutti gli elementi di sardità e modernità. Di come l'identità possa coniugarsi bene con la crescita della nostra Isola". Acclamato sui più prestigiosi teatri d'opera del mondo, dal Met di New York al Covent Garden di Londra, poi La Scala, L'Arena di Verona, Berlino, Vienna, Singapore, Tokyo, Pechino e tanti altri, Francesco Demuro ha fatto il suo esordio nella lirica nel 2007 al Regio di Parma con Luisa Miller. Nel 2023 ha incantato il numeroso pubblico al Concert de Paris con l'esecuzione di 'Nessun dorma' ai piedi della Tour Eiffel. Una vita in musica nel segno del Belcanto con salde radici nella cultura popolare della Sardegna. Il tenore, che il 18 marzo sarà Pollione nella Norma di Bellini al Lirico di Cagliari, da quando aveva soli 10 anni gira le piazze sarde per eseguire i canti della tradizione logudorese. "Il canto a chitarra mi ha forgiato, è un gran valore aggiunto, un punto di forza per la formazione della mia vocalità, mi è tornato utile per acuti, fiati, coloriture", aveva sottolineato in un colloquio con ANSA. "Concedere questa onorificenza ad honorem significa riconoscere che qualcuno, pur non essendo nato dentro quel rito, ne ha compreso l'anima - aggiunge Demuro - Essere Mamuthone e Issohadore ad honorem non vuol dire indossare una maschera. Vuol dire assumersi una responsabilità. Custodire un'eredità. Diventare ambasciatore di un'identità che non appartiene al singolo, ma alla collettività".
(L.Kaufmann--BBZ)