Berliner Boersenzeitung - Il cinema femminile in Iran, tra resistenza e libertà

EUR -
AED 4.237
AFN 72.67215
ALL 96.439167
AMD 435.408636
ANG 2.0649
AOA 1057.779611
ARS 1611.010422
AUD 1.624564
AWG 2.079223
AZN 1.945534
BAM 1.958758
BBD 2.321285
BDT 141.413535
BGN 1.971725
BHD 0.435689
BIF 3425.959811
BMD 1.153522
BND 1.472724
BOB 7.964268
BRL 5.999239
BSD 1.15253
BTN 106.434947
BWP 15.663195
BYN 3.45692
BYR 22609.027707
BZD 2.31797
CAD 1.580844
CDF 2612.727331
CHF 0.906552
CLF 0.026444
CLP 1044.421282
CNY 8.024186
CNH 7.939869
COP 4265.100795
CRC 540.234489
CUC 1.153522
CUP 30.568328
CVE 111.459011
CZK 24.430415
DJF 205.236134
DKK 7.472503
DOP 70.306427
DZD 152.806808
EGP 60.267824
ERN 17.302827
ETB 181.535552
FJD 2.54761
FKP 0.867251
GBP 0.864011
GEL 3.137768
GGP 0.867251
GHS 12.556073
GIP 0.867251
GMD 84.785822
GNF 10122.15418
GTQ 8.828331
GYD 241.131426
HKD 9.039568
HNL 30.649418
HRK 7.531693
HTG 151.178936
HUF 389.160771
IDR 19557.962488
ILS 3.570237
IMP 0.867251
INR 106.568171
IQD 1511.113587
IRR 1515900.701843
ISK 143.590528
JEP 0.867251
JMD 181.303769
JOD 0.817873
JPY 183.301551
KES 149.263438
KGS 100.875415
KHR 4635.429751
KMF 494.860672
KPW 1038.220285
KRW 1714.894867
KWD 0.353612
KYD 0.960484
KZT 555.347835
LAK 24771.881325
LBP 103297.879013
LKR 358.905059
LRD 211.38284
LSL 19.332716
LTL 3.40605
LVL 0.697754
LYD 7.394447
MAD 10.837363
MDL 20.106057
MGA 4792.883824
MKD 61.627084
MMK 2422.572577
MNT 4123.260971
MOP 9.302989
MRU 46.273525
MUR 53.868606
MVR 17.833708
MWK 2003.667624
MXN 20.417936
MYR 4.526993
MZN 73.708818
NAD 19.332766
NGN 1563.826412
NIO 42.357371
NOK 11.068751
NPR 170.297794
NZD 1.969866
OMR 0.443525
PAB 1.152575
PEN 3.954846
PGK 4.963026
PHP 68.735485
PKR 322.149837
PLN 4.260412
PYG 7471.28166
QAR 4.202568
RON 5.099835
RSD 117.439798
RUB 95.05593
RWF 1682.988338
SAR 4.33112
SBD 9.287766
SCR 15.104453
SDG 693.266837
SEK 10.686618
SGD 1.47243
SHP 0.86544
SLE 28.389514
SLL 24188.788329
SOS 659.241715
SRD 43.339545
STD 23875.572759
STN 24.916071
SVC 10.084227
SYP 127.897764
SZL 19.333216
THB 37.247344
TJS 11.047116
TMT 4.014256
TND 3.369443
TOP 2.777403
TRY 50.996395
TTD 7.819774
TWD 36.731828
TZS 3016.45951
UAH 50.637624
UGX 4350.531602
USD 1.153522
UYU 46.850745
UZS 13963.381974
VES 514.754787
VND 30337.623912
VUV 137.946383
WST 3.177041
XAF 656.974663
XAG 0.014379
XAU 0.00023
XCD 3.117451
XCG 2.077209
XDR 0.818793
XOF 663.848984
XPF 119.331742
YER 275.111989
ZAR 19.198364
ZMK 10383.082638
ZMW 22.480628
ZWL 371.433556
Il cinema femminile in Iran, tra resistenza e libertà
Il cinema femminile in Iran, tra resistenza e libertà

Il cinema femminile in Iran, tra resistenza e libertà

Arriva in sala per l'8 marzo 'Scalfire la roccia' di di Mohammadreza Eyni e Sara Khaki

Dimensione del testo:

L'ultimo pezzo di Giorgio Gosetti, critico cinematografico e firma dell'ANSA, scomparso stamattina a Roma, è nel segno della sua storia, dell'amore per il cinema, dello sguardo largo sul mondo, dell'attenzione alle diverse sensibilità. (di Giorgio Gosetti) Nella ricorrenza in cui si festeggia ormai per tradizione l'orgoglio femminile nella giornata delle donne, una coraggiosa distribuzione indipendente (Wanted Cinema) porta nelle sale il film di Mohammadreza Eyni e Sara Khaki "Scalfire la roccia". Lo chiamano film della realtà, ma è proprio il suo essere totalmente vero, a fare della storia di Sara Shahverdi un racconto emozionante e terribilmente attuale. Iraniana, 37 anni, motociclista, ex ostetrica e da poco divorziata, Sara si conquista il favore delle donne di una cittadina dell'entroterra persiano quando decide di candidarsi al consiglio comunale. Contro ogni pronostico vince con una valanga di voti, nonostante il maschilismo conservatore che detta legge al villaggio e le sue proposte tanto rivoluzionarie quanto normali. Per lei le donne hanno il diritto di andare in moto, di esprimere le proprie idee, di rifiutare la legge non scritta delle "spose bambine". Ovviamente tutto congiura contro di lei, ma ci vuole ben altro per una donna forte come una roccia e tanto indomita quanto abile nell'aggirare i vincoli della censura e della legge morale della teocrazia iraniana. Opera prima, vincitore all'ultima edizione del Sundance Festival, visto in anteprima italiana a Giffoni e adesso candidato all'Oscar, "Scalfire la roccia" è un film emblematico per la festa della donna quando l'Iran è attraversato dai venti della guerra poco dopo la violenta repressione della protesta popolare e diventa il simbolo di tutta una cinematografia che in questi anni ha spesso provato a dar voce alla realtà femminile che la mano forte del regime iraniano si sforza in ogni modo di far tacere. La storia delle donne nel cinema iraniano parte da lontano e riguarda sia grandi artiste da tempo in esilio come Shirin Neshat con le sue indimenticabili gallerie fotografiche o come Marjane Satrapi che si è raccontata nei fumetti satirici e nel film "Persepolis" (2007), ormai diventato di culto. Ma se un'attrice applaudita in tutto il mondo come Golshifteh Farahani è diventata all'estero il volto più riconoscibile della libertà femminile fin dalla commedia di Bahman Ghobadi "Half Moon" (2006) ambientato nel Kurdistan iraniano, si può risalire al 2000 quando il regista Jafar Panahi racconta i destini di un gruppo di detenute in carcere con "Il cerchio" e vince a sorpresa il Leone d'oro alla Mostra di Venezia. Panahi dedicherà spesso poi le sue storie alle donne come nel divertente "Offside" del 2006 che le mostra impegnate a ottenere il diritto di assistere a una partita di calcio, mentre il suo collega Asghar Farhadi si concentrerà sulle dinamiche della coppia in due capolavori come "Una separazione" (2011) o "Il cliente" (2016), entrambi vincitori all'Oscar. Se però parliamo di donne iraniane oggi, il ricordo più intenso e vivido va a "Leggere Lolita a Teheran" di Eran Riklis (girato quasi interamente a Roma per non incorrere nella censura) e tratto nel 2024 dal bestseller di Azar Nafisi. In verità i titoli sarebbero anche più numerosi se guardiamo ai documentari come il recente "Noi donne iraniane" del 2003 o "Women for Iran" diretto lo scorso anno da Sara Hourngir e anch'esso coprodotto con l'Italia. O ancora il bellissimo "Radiografia di una famiglia" che la regista Firouzeh Khosrovani ha diretto attingendo alla sua memoria familiare prima di firmare nel 2025 "Past Future Continuous" che si è visto alle Giornate degli Autori grazie alla coproduzione italiana di Zalab. Se infine vogliamo fissare un ideale punto di partenza in questa sommaria filmografia del coraggio femminile nell'Iran di appena ieri (dopo la rivoluzione khomeinista del 1979), allora è d'obbligo riferirci a Samira Makhmalbaf, la prima regista persiana applaudita in Occidente, che tra il 1998 e il 2000 con "La mela" e "Lavagne" racconta il mondo chiuso e l'anelito di libertà di ogni donna quando reclama il suo giusto posto nel mondo. In tutti questi casi colpisce la vitalità e la forza di un cinema capace di raccontare la realtà in presa diretta, senza artifici né retorica, ma sempre capace di stupire ed emozionare con il vivido realismo dei personaggi e delle storie in cui - al contrario di ciò che spesso vediamo nelle news che arrivano da Teheran - le donne non sono solo vittime, ma eroine del quotidiano.

(Y.Berger--BBZ)