Berliner Boersenzeitung - Scienze Fashion, i legami tra moda, scienza e tecnologia

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Scienze Fashion, i legami tra moda, scienza e tecnologia
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Al Macro di Roma tra talk e installazioni a cura di Dobrila Denegri

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(di Patrizia Vacalebri) Dal 13 al 15 maggio, il Macro - Museo d'Arte Contemporanea di Roma presenta Science Fashion, un progetto a cura di Dobrila Denegri, articolato in conferenze, workshop, screening, talk, presentazioni e installazioni con la partecipazione di personalità internazionali, che indaga le relazioni tra moda, scienza e nuove tecnologie. Tutte le attività sono a ingresso libero e si svolgono in lingua inglese. L'appuntamento che si inserisce nel più ampio progetto pluriennale Experiments in Fashion and Art, avviato da Dobrila Denegri nel 2024, con l'obiettivo di portare a Roma pratiche e ricerche che stanno innovando la moda in chiave radicale e sostenibile. Per questa edizione, il progetto è promosso dall'assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo ed è realizzato in collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo e Macro - Museo d'arte contemporanea di Roma. Il progetto riunisce a Roma alcune delle voci più innovative della ricerca internazionale sulla moda sperimentale, chiamate a riflettere sulle possibilità aperte dall'intelligenza artificiale, dai materiali avanzati e dalle tecnologie emergenti, mettendo in discussione i confini della disciplina e il ruolo del designer nel presente. Il titolo Science Fashion richiama volutamente l'immaginario della science fiction: le pratiche dei creativi coinvolti si collocano infatti in uno spazio di confine tra ricerca scientifica e visione, affrontando con approcci radicali questioni urgenti come l'ambiente, il cambiamento climatico, l'energia e la coesistenza tra specie. Il programma si sviluppa in quattro sezioni tematiche — rinnovamento, dematerializzazione, interazione e recupero — e propone una riflessione che non mira alla definizione di nuove tendenze, ma a una trasformazione profonda del modo in cui la moda viene concepita, prodotta e interpretata. Per l'edizione 2026, Roma ospita per la prima volta protagonisti internazionali che stanno ridefinendo i confini della moda attraverso scienza e tecnologia. Tra questi, il collettivo newyorkese threeASFOUR, in dialogo con Gloria Maria Cappelletti, esplora le possibilità della moda nel multiverso; il designer danese Jens Laugesen e il croato Silvio Vujičić presentano ricerche sviluppate a partire da un uso critico e creativo dell'intelligenza artificiale. Accanto a loro, figure di riferimento nella formazione, come l'austriaca Ute Ploier e l'olandese Elisa van Joolen, riflettono sul futuro dell'educazione nella moda co le principali accademie romane. Il designer giapponese Yuima Nakazato con il film Dust to Dust, proiettato nella Sala Cinema, approfondisce invece la sperimentazione su nuovi materiali. Il progetto si sviluppa anche attraverso momenti formativi e partecipativi: il 12 maggio, la Naba, Nuova Accademia di Belle Arti ospita due workshop aperti agli studenti con Christina Dörfler e Giulia Tomasello; il 14 maggio Romana Andò cura una sessione collettiva di brainstorming dal titolo The Digital Turn in Fashion Education: Experimentation, Heritage, and New Perspectives. L'iniziativa è realizzata con il supporto delle istituzioni, tra cui il ministero federale per le Arti, la Cultura, il Servizio pubblico e lo Sport della Repubblica d'Austria e il Forum Culturale Austriaco di Roma; il ministero della Cultura e dei Media della Croazia; la Danish Arts Foundation e la Danish Academy in Rome; Fashionclash (Maastricht); Sapienza Università di Roma e UnitelmaSapienza; Naba, Nuova Accademia di Belle Arti; University of Art and Design Linz; Arizona State University; Accademia di Belle Arti di Catanzaro e Gerrit Rietveld Academy di Amsterdam. Con il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana.

(U.Gruber--BBZ)