Berliner Boersenzeitung - L' Ultima estate, a Roma l'opera di Filotei nel decennale del terremoto

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L' Ultima estate, a Roma l'opera di Filotei nel decennale del terremoto
L' Ultima estate, a Roma l'opera di Filotei nel decennale del terremoto

L' Ultima estate, a Roma l'opera di Filotei nel decennale del terremoto

Il 16 maggio alla Sapienza ultimo appuntamento della stagione della Iuc

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''L'Ultima Estate non è un'opera che vuole ricostruire il terremoto in modo cronachistico. Il mio intento è stato piuttosto quello di trasformare questa vicenda in un percorso musicale e teatrale che metta al centro la memoria, la perdita e il rapporto con i luoghi''. Così il compositore marchigiano Marcello Filotei spiega il senso dell'opera lirica per voce narrante, quartetto vocale ed ensemble strumentale che verrà proposta il 16 maggio alle 17:30 nell' Aula Magna della Sapienza di Roma, ultimo appuntamento della stagione dell'Istituzione Universitaria dei Concerti. Il lavoro del musicista, presentato in prima esecuzione nel 2021 Teatro Flavio Vespasiano di Rieti, arriva per la prima volta nella capitale nel decennale del sisma che devastò il Centro Italia. Il compositore nella notte del 24 agosto 2016 perse i genitori e molti amici. Filotei ha tratto il libretto dal suo libro ''L'ultima estate. Memorie di un mondo che non c'è più'' con prefazione di Papa Francesco mentre la musica sottolinea la malinconia dei ricordi rubati in quella che Vincenzo de Vivo, che ha curato la drammaturgia, definisce una "Via Crucis laica". Sul palco romano, gli ensembles marchigiani da Fermo ed Osimo. Sul podio Gabriele Bonolis, compositore e violoncellista, voce recitante il regista, attore e doppiatore Mimmo Strati. Il terremoto nel cuore medievale d'Italia provocò centinaia di vittime e migliaia di feriti trasformando interi borghi storici in macerie irrecuperabili. La famiglia Filotei abitava nella frazione Pescara del Tronto ad Arquata, spazzata via in un attimo. Al centro del libro e dell' opera, la sorella del compositore Alexandra, che, dopo nove ore sotto le macerie e un anno di ospedale, torna alla vita con energia e autoironia, ma pienamente consapevole che quel mondo non tornerà più e potrà vivere solo nell'eco delle memorie e dell'arte. "La struttura dell'opera è pensata come un lungo piano sequenza durante il quale riemergono frammenti di vita, ricordi, incontri - spiega Filotei -. Il tempo non è lineare, la storia si muove continuamente tra presente e passato''. Alexandra, persona reale e figura simbolica: è una sopravvissuta che rappresenta la possibilità di continuare a vivere dopo la frattura. Accanto a lei altri personaggi, il Poeta, il Vigile urbano, il Gestore del circolo, il Rivoluzionario, il Fotografo, figure riconoscibili in ogni comunità, che contribuiscono a ricostruire un mondo perduto. La voce recitante è affiancata da un quartetto vocale che funziona sia come coro, sia come risorsa dalla quale far emergere voci soliste che di volta in volta danno corpo ai diversi personaggi. ''Questo lavoro - conclude il compositore - nasce da un'esperienza molto concreta, ma cerca di aprirsi a una dimensione universale. Non riguarda solo ciò che è accaduto, ma anche ciò che resta: il modo in cui la memoria si trasforma, il rapporto con i luoghi che cambiano, la difficoltà di riconoscersi nelle immagini del passato. E' un lavoro che prova a porre una sola domanda: cosa succede quando scompare il luogo della spensieratezza?''.

(B.Hartmann--BBZ)