Berliner Boersenzeitung - Assocalzaturifici da Urso firma per la canditatura Unesco

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Assocalzaturifici da Urso firma per la canditatura Unesco
Assocalzaturifici da Urso firma per la canditatura Unesco

Assocalzaturifici da Urso firma per la canditatura Unesco

All'assemblea del settore anche il ministro Valditara

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(di Patrizia Vacalebri) E' stato presentato il percorso di candidatura dell'Arte della Calzatura Italiana alla Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco. L'iniziativa è stata presentata al ministero delle Imprese e del Made in Italy, in occasione dell'assemblea generale 2026 di Assocalzaturifici. Nel corso dell'incontro è stato ufficializzato il Comitato promotore, presieduto da Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici e dello stesso comitato, composto anche da Museimpresa, Cercal e Politecnico Calzaturiero. Promossa dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e coordinata da Assocalzaturifici, l'iniziativa apre un progetto nazionale volto a valorizzare il patrimonio di competenze e capacità manifatturiere che caratterizzano la filiera italiana. Al Comitato, in collaborazione con la Cattedra Unesco dell'Università Unitelma Sapienza, sarà affidata la redazione del dossier e il coinvolgimento della rappresentanza delle comunità dei praticanti, elemento centrale della Convenzione Unesco del 2003: imprese, territori, competenze e nuove generazioni chiamate a custodire questo patrimonio. "La calzatura italiana - ha detto aprendo il ministro Urso - rappresenta una delle espressioni più riconoscibili del nostro sistema produttivo. Sosteniamo questa iniziativa perché valorizza un patrimonio di competenze nato nei distretti industriali italiani e fondato sull'equilibrio tra tradizione, innovazione e qualità del lavoro. Significa rafforzare un modello produttivo che distingue l'Italia nel mondo". Nel panel dedicato al capitale umano e al ricambio generazionale, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha sottolineato il ruolo della formazione tecnico-professionale nel costruire continuità tra scuola e impresa e nel sostenere l'evoluzione delle competenze richieste dal settore. "La scuola e la formazione tecnico-professionale - ha precisato - sono chiamate a costruire le competenze che sosterranno il futuro del Made in Italy. Dobbiamo rafforzare il legame tra istruzione e lavoro e accompagnare i giovani verso percorsi capaci di coniugare qualità, specializzazione e opportunità. Gli istituti tecnici sono pronti per essere denominati licei, basta con le differenziazioni". Nel corso dell'incontro è inoltre emerso un ampio consenso dei territori, con il sostegno delle principali regioni della filiera, Lombardia, Veneto, Marche, Puglia, Campania, Emilia-Romagna e Toscana, a testimonianza della dimensione nazionale del progetto. "Questa proposta - ha sottolineato Ceolini - nasce dalla volontà di riconoscere il valore culturale di un'eredità che appartiene all'intero Paese. La calzatura italiana unisce competenze tecniche, identità territoriali e capacità di evolvere nel tempo. È l'occasione per rendere visibile un patrimonio di conoscenze che costituisce una parte essenziale della nostra identità produttiva". Il tema della memoria d'impresa e dell'evoluzione del know-how è stato approfondito da Giovanna Ferragamo Gentile, presidente della Fondazione Ferragamo, che ha richiamato il valore della continuità tra dimensione creativa, tecnica e produttiva. Il perimetro tecnico della candidatura è stato illustrato da Pier Luigi Petrillo, direttore della Cattedra Unesco all'Università Unitelma Sapienza, che ha evidenziato come il riconoscimento riguardi un sistema vivo di pratiche e comunità, con ricadute anche in termini di attrattività economica, turistica e professionale. Il Ministro plenipotenziario Filippo La Rosa ha evidenziato il ruolo della narrazione territoriale e del soft power nella proiezione internazionale del sistema produttivo italiano.

(A.Berg--BBZ)