Berliner Boersenzeitung - Gabbriellini, con La Città dei Vivi racconto Luca Varani lontano dall'orrore

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Gabbriellini, con La Città dei Vivi racconto Luca Varani lontano dall'orrore
Gabbriellini, con La Città dei Vivi racconto Luca Varani lontano dall'orrore

Gabbriellini, con La Città dei Vivi racconto Luca Varani lontano dall'orrore

Il film sullo sconvolgente fatto di cronaca a Orizzonti

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(dell'inviata Francesca Pierleoni) Uno dei casi più sconvolgenti di cronaca nera degli ultimi anni è l'omicidio di Luca Varani, il 23enne ucciso dieci anni fa a Roma, da Manuel Foffo e Marco Prato, dopo essere stato a lungo torturato. Una vicenda con una forte eco mediatica che Nicola Lagioia aveva ripercorso nel suo libro La Città dei Vivi (Giulio Einaudi Editore). Ora è Edoardo Gabbriellini ad esplorarla, in un film con lo stesso titolo, liberamente tratto dal libro, che debutta alla Mostra del Cinema di Venezia in concorso ad Orizzonti, per poi arrivare in sala dal primo ottobre con Eagle Pictures. Protagonisti Emanuele Maria Di Stefano, Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua, Roberta Mattei e Valerio Mastandrea. Un nuovo sguardo che centra l'attenzione non sui carnefici, ma su Varani, sul suo quotidiano, i suoi sogni, le sue inquietudini, prima di diventare una vittima. "Di fronte alla complessità e la profondità dell'affresco che fa Nicola nel libro, immediatamente avevo pensato che il modo migliore per me fosse cercare un fuoco stretto, intimo - spiega Gabbriellini in conferenza stampa - per dare respiro alla storia, alla vittima, in questo caso alla vita di Luca Varani, partendo dall'assunto di farne un racconto di formazione interrotto da un destino tragico" ed è stato possibile esimersi "dal camminare in prossimità di quell'orrore". Un approccio che ha conquistato anche Nicola Lagioia: "Quando ho visto il film sono rimasto molto colpito, molto commosso per il modo in cui Edoardo ha ribaltato la prospettiva rispetto al libro - spiega l'autore premio Strega -. Io racconto la storia soprattutto da un punto di vista degli assassini, Marco Prato e Manuel Foffo, mentre Edoardo si concentra sulla vita di Luca Varani e di Marta Gaia Sebastiani, la sua fidanzata. Ha significato cambiare il punto di vista, il che non significa cambiare i fatti, o il modo in cui è composta una storia, ma illuminarla in maniera diversa, quindi per me è stato come leggere il capitolo mancante del libro". Una trasposizione per la quale erano stati indicati come sceneggiatori all'inizio della lavorazione i fratelli d'Innocenzo, che ora però non compaiono: "È successa una cosa che mi sembra più semplice di come la si può immaginare - spiega il regista -. I D'Innocenzo hanno scritto un copione bellissimo, poi come capita con le lavorazioni di film, come questi, definiti, d'autore, per la fragilità e l'equilibrio dove si muovono, io ho puntato il mio sguardo e l'interpretazione su quello scritto in un modo che evidentemente non hanno condiviso". I due fratelli cineasti danno una versione diversa in una dichiarazione all'ANSA: "Contrariamente a quanto dichiarato da Gabbriellini - sottolineano - abbiamo rinunciato alla firma della sceneggiatura non per una questione legata al tono del racconto o per un nostro malcontento rispetto al risultato del film da lui diretto" bensì "per le modifiche apportate alla nostra sceneggiatura senza il nostro coinvolgimento né, tantomeno, il nostro consenso. Un diritto, questo sì, previsto dai contratti degli sceneggiatori e del quale vogliamo riaffermare la centralità per l'intera filiera cinematografica". Nella storia (producono Eagle Pictures, Cinemaundici e Lungtafilm Con la partecipazione di Hbo Max), incontriamo Luca (Di Stefano), figlio adottivo molto amato dalla madre Silvana (Senzacqua), dal padre, Giuseppe (Mastandrea), venditore ambulante di dolci, e dalla fidanzata Marta Gaia (Merlonghi), che lo vorrebbe con le idee un po' più chiare sul suo futuro. Il 23enne, brillante e pieno di vita, ma anche con alcune inquietudini, passa le giornate tra l'affiancare il padre nella sua attività, la scuola serale e lavori precari. Un incontro casuale gli fa conoscere un mondo diverso, ed inizia a condurre una doppia vita. Per il film Gabbriellini ha potuto avere "una intensa conversazione con Marta Gaia Sebastiani - spiega -. È stata invitata a vedere il film in una proiezione privata ma credo che per lei, come potete immaginare, sarà una cosa al limite dell'impossibile". Il regista, comunque, spera che veda il film "per il modo in cui abbiamo trattato la loro storia, per come ci siamo ispirati alla loro intimità con il rispetto e la giusta distanza". Anche Mastandrea non ha avuto contatti con la famiglia di Varani: "Non chiamano spesso per film da fatti reali e ne sono anche contento - spiega - perché l'approccio che ho come attore non è mai quello di imitare o comunque di farmi condizionare. Io cerco i personaggi sui copioni, anche di storie che conosco come questa, perché mi sembra un modo ideale per non speculare sulla realtà, soprattutto quando è così atroce". Per lui il film "accende le luci in stanze dentro le quali l'informazione non era entrata".

(P.Werner--BBZ)