Berliner Boersenzeitung - Italia senza gas russo

EUR -
AED 4.211629
AFN 72.248672
ALL 95.9877
AMD 432.3446
ANG 2.052873
AOA 1051.618205
ARS 1603.517593
AUD 1.637122
AWG 2.064245
AZN 1.951117
BAM 1.955549
BBD 2.309604
BDT 140.711969
BGN 1.960241
BHD 0.435844
BIF 3404.263785
BMD 1.146803
BND 1.467412
BOB 7.923985
BRL 6.113141
BSD 1.146753
BTN 105.848437
BWP 15.625998
BYN 3.393065
BYR 22477.339801
BZD 2.306204
CAD 1.572439
CDF 2588.334087
CHF 0.912799
CLF 0.026639
CLP 1051.858727
CNY 7.909045
CNH 7.921748
COP 4222.758904
CRC 539.530866
CUC 1.146803
CUP 30.390281
CVE 110.250873
CZK 24.576159
DJF 204.203834
DKK 7.505938
DOP 70.450973
DZD 153.125379
EGP 60.163207
ERN 17.202046
ETB 178.995364
FJD 2.555879
FKP 0.86214
GBP 0.866362
GEL 3.130512
GGP 0.86214
GHS 12.453404
GIP 0.86214
GMD 84.287648
GNF 10052.711866
GTQ 8.793873
GYD 239.909259
HKD 8.979984
HNL 30.35411
HRK 7.568441
HTG 150.360733
HUF 394.221002
IDR 19449.837086
ILS 3.605939
IMP 0.86214
INR 106.176589
IQD 1502.20751
IRR 1515758.262339
ISK 144.839858
JEP 0.86214
JMD 179.926945
JOD 0.813122
JPY 183.196049
KES 148.320994
KGS 100.287585
KHR 4598.410769
KMF 494.272079
KPW 1032.122683
KRW 1723.35858
KWD 0.352561
KYD 0.955578
KZT 561.388065
LAK 24571.851414
LBP 102687.241871
LKR 356.88427
LRD 209.843111
LSL 19.259732
LTL 3.386211
LVL 0.693689
LYD 7.317062
MAD 10.800316
MDL 20.004437
MGA 4761.389885
MKD 61.632103
MMK 2407.61026
MNT 4092.91395
MOP 9.244115
MRU 45.880121
MUR 53.338258
MVR 17.717917
MWK 1988.345218
MXN 20.518027
MYR 4.516684
MZN 73.291585
NAD 19.259732
NGN 1588.888773
NIO 42.194593
NOK 11.18934
NPR 169.357299
NZD 1.980505
OMR 0.440951
PAB 1.146653
PEN 3.954493
PGK 5.014357
PHP 68.33825
PKR 320.188172
PLN 4.289726
PYG 7398.052029
QAR 4.168466
RON 5.117726
RSD 117.354962
RUB 91.637858
RWF 1673.385576
SAR 4.303877
SBD 9.233734
SCR 17.508756
SDG 689.228781
SEK 10.855821
SGD 1.469624
SHP 0.860399
SLE 28.153976
SLL 24047.898994
SOS 654.21617
SRD 43.06012
STD 23736.507771
STN 24.496861
SVC 10.033714
SYP 126.750385
SZL 19.253533
THB 37.073861
TJS 10.991192
TMT 4.013811
TND 3.391265
TOP 2.761226
TRY 50.648543
TTD 7.777003
TWD 36.920864
TZS 2987.117237
UAH 50.56842
UGX 4311.44754
USD 1.146803
UYU 46.064097
UZS 13846.225774
VES 507.695015
VND 30154.039424
VUV 135.613211
WST 3.136753
XAF 655.872958
XAG 0.014239
XAU 0.000228
XCD 3.099292
XCG 2.066635
XDR 0.815695
XOF 655.872958
XPF 119.331742
YER 273.569816
ZAR 19.203223
ZMK 10322.600762
ZMW 22.32014
ZWL 369.270115

Italia senza gas russo




L’Italia ha voltato definitivamente pagina: nella mappa dei flussi di gas aggiornata al primo semestre 2025, il Paese non conta più sul gas russo per coprire il proprio fabbisogno interno. La svolta, avviata dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, oggi è certificata dai dati di trasporto e rigassificazione: la quota di metano proveniente dal punto di ingresso di Tarvisio è scesa a meno del 2 per cento dei volumi immessi in rete, un flusso utilizzato quasi esclusivamente per il transito verso l’Austria.

Il nuovo equilibrio energetico poggia su tre pilastri. Il primo è l’Algeria, che attraverso il gasdotto Transmed (ingresso di Mazara del Vallo) fornisce circa un terzo del gas consumato nel Paese. Il secondo è l’Azerbaigian: la Trans-Adriatic Pipeline che approda a Melendugno in Puglia garantisce un altro 15 per cento, rafforzando l’asse con il Caucaso. Il terzo pilastro è rappresentato dalle importazioni dal Nord Europa via Passo Gries, che coprono poco meno del 13 per cento e assicurano flessibilità in caso di picchi di domanda.

A questi flussi via tubo si affianca l’esplosione del GNL. Con l’entrata in servizio della FSRU di Piombino nel 2023 e della nuova unità galleggiante a Ravenna nel maggio 2025, la capacità complessiva di rigassificazione supera i 30 miliardi di metri cubi l’anno. Nel primo semestre 2025 il GNL vale già il 31 per cento dell’offerta nazionale: lo alimentano soprattutto Qatar (circa 45 per cento del totale GNL) e Stati Uniti (35 per cento), seguiti da carichi spot provenienti da Africa occidentale e Norvegia.

Diminuisce invece il contributo della Libia – sceso al di sotto del 2 per cento – complice l’instabilità politica di Tripoli e gli interventi di manutenzione sul Greenstream. La produzione nazionale, pur modesta, torna a crescere (5 per cento del totale) grazie a rilanci mirati in Adriatico e alla semplificazione delle autorizzazioni.

La nuova configurazione delle infrastrutture ha trasformato l’Italia in un nodo di riequilibrio per l’Europa centrale: nei primi sei mesi dell’anno le esportazioni verso l’Austria sono quadruplicate, confermando la strategicità dell’asse Tarvisio-Arnoldstein. Parallelamente, gli stoccaggi sono stati riempiti oltre il 70 per cento già a giugno, superando la media UE, e garantendo sicurezza di approvvigionamento in vista dell’inverno.

Sul piano politico-industriale, Roma consolida il “Piano Mattei” con l’Africa, punta all’idrogeno verde via TAP e preme sulla realizzazione del nuovo gasdotto orientale EastMed. Ma, soprattutto, la dipendenza dalla Russia è ormai un capitolo chiuso: un cambio di paradigma che rafforza la posizione italiana nei negoziati sul clima e accelera la transizione energetica senza rinunciare alla sicurezza degli approvvigionamenti.