Berliner Boersenzeitung - Inverno qui Estate lì

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Inverno qui Estate lì




Mentre in Europa si accendono stufe e si aspetta la neve, dall’altra parte del mondo si va in spiaggia. L’alternanza delle stagioni non è una questione di latitudine, ma di geometria planetaria. La Terra non ruota intorno al Sole come una trottola perfettamente verticale: il suo asse è inclinato di circa 23,5 gradi rispetto al piano dell’orbita. Questa inclinazione, nata miliardi di anni fa da un gigantesco impatto cosmico, fa sì che nell’arco dell’anno un emisfero sia rivolto verso il Sole e l’altro ne rimanga parzialmente in ombra. Quando l’emisfero nord è inclinato verso il Sole, alla nostra latitudine il Sole è più alto e la luce scalda di più. Sei mesi dopo, a dicembre, il nostro emisfero si inclina in senso opposto: i raggi solari arrivano più bassi e inclinati, distribuiti su superfici più ampie, e così arriva l’inverno. Questo meccanismo si ripete a specchio. In Australia, che si trova nell’emisfero sud, la situazione è capovolta: in dicembre i raggi cadono più direttamente sull’emisfero meridionale e per gli australiani inizia l’estate. Le stagioni intermedie nascono quando l’asse non punta né verso né lontano dal Sole e la quantità di luce è simile nei due emisferi.

Solstizi, equinozi e latitudini
A regolare l’inizio astronomico delle stagioni sono quattro momenti chiave. Il solstizio d’estate nell’emisfero nord, a fine giugno, segna il giorno con più ore di luce: il Sole raggiunge l’altezza massima sopra il Tropico del Cancro. Il solstizio d’inverno, a dicembre, è il giorno più corto e coincide con il momento in cui il Sole, allo zenit, raggiunge il Tropico del Capricorno. Tra questi due estremi si collocano gli equinozi di marzo e settembre, quando la linea che separa il giorno dalla notte attraversa i poli e giorno e notte durano quasi dodici ore dappertutto. La latitudine, però, modula gli effetti di questa danza celeste. Vicino all’equatore il Sole resta sempre alto, la durata del giorno varia poco e la temperatura rimane stabile: non esistono vere stagioni termiche, ma stagioni delle piogge e della siccità. Alle latitudini temperate come la nostra, il Sole cambia molto altezza fra estate e inverno e la lunghezza del giorno varia di molte ore: queste differenze creano quattro stagioni distinte. L’Australia, vasto continente che si estende dalla fascia subtropicale a quella temperata, vive quindi un’estate torrida quando in Europa fa freddo e viceversa.

Un’estate australiana sempre più estrema
L’estate australiana 2024‑2025 è stata la seconda più calda mai registrata, con le temperature medie aumentate di 1,89 °C rispetto alle medie a lungo termine e superata solo dal periodo 2018‑2019. Questo caldo eccezionale ha interessato tutto il Paese, in particolare l’Australia Occidentale, dove si è verificata la stagione più calda della storia. Gli scienziati sottolineano che queste temperature sarebbero impossibili senza l’impatto del cambiamento climatico, come ha affermato la climatologa dell’Università di Melbourne Linden Ashcroft, ricordando che le estati future potrebbero risultare ancora più calde se non si ridurranno drasticamente le emissioni di gas serra.

Nelle settimane successive, l’anomalia termica è diventata ancora più evidente. A ottobre 2025 un’ondata di caldo eccezionale ha colpito il continente, con temperature fino a 15 °C oltre i valori stagionali e picchi vicini ai 45 °C. In località come Telver, Worburton e Red Rocks Point sono stati superati record locali con massime di 44,3 °C, 43,6 °C e 42,7 °C. Questo caldo estremo ha sollevato timori per la salute pubblica, ha aumentato il rischio di incendi boschivi e ha dato luogo a temporali violenti. Gli esperti hanno collegato l’episodio a un trend di riscaldamento stagionale, alimentato da alte pressioni subtropicali e terreni aridi, che rendono le ondate di calore più precoci, frequenti e intense.

Freddo e calore nello stesso inverno australe
Il risvolto della medaglia è che gli estremi non riguardano solo il caldo. Il luglio 2025 verrà ricordato in Australia per l’eccezionale contrapposizione tra gelo e calore. Nel Queensland, in pieno inverno, si sono registrati 35,9 °C a Kowanyama, un valore che rappresenta un nuovo record di temperatura massima per il mese. Nelle stesse settimane, le regioni dell’Australia Occidentale e Meridionale hanno vissuto uno degli inverni più rigidi degli ultimi decenni. Perth ha registrato una massima di soli 11,4 °C, la più bassa dal 1975; altre località, come Esperance, hanno osservato temperature massime tra 5 e 10 °C sotto la media. L’anomalia non ha riguardato solo le minime notturne: in città come Geraldton e Jurien Bay le massime diurne non hanno superato i 15 °C, mentre a Merredin e Robe si sono fermate sotto i 10 °C. Gli australiani si sono così trovati a convivere con un Paese diviso: all’estremo nord ondate di calore, al sud‑ovest nevicate e gelate, un segnale della crescente variabilità climatica che caratterizza l’emisfero australe.

Queste contrapposizioni climatiche sono state legate a un mix di fattori atmosferici e oceanici. La presenza di correnti calde tropicali ha spinto il caldo verso il nord, mentre un blocco atmosferico ha convogliato masse d’aria fredda sulle regioni sud‑occidentali. Gli esperti sottolineano che tali fenomeni, un tempo rari, stanno diventando sempre più frequenti a causa del riscaldamento globale e delle oscillazioni climatiche come il Dipolo dell’Oceano Indiano e la fase negativa dell’Oscillazione Antartica, che influenzano la distribuzione di caldo e freddo nel continente.

Europa al freddo, Australia in spiaggia
Quando in Europa si festeggia il Natale con maglioni e cioccolata calda, in Australia si organizzano barbecue sulla spiaggia. L’ultimo solstizio d’inverno, il 22 dicembre, ha portato nell’emisfero nord il giorno più corto dell’anno, mentre nello stesso istante l’emisfero sud ha vissuto il solstizio d’estate. Questa inversione stagionale condiziona la vita quotidiana, l’economia e le tradizioni. In agricoltura, per esempio, i raccolti di cereali in Australia avvengono durante la primavera australe, mentre in Europa la stessa stagione è dedicata alla semina. Anche i ritmi scolastici sono diversi: gli studenti australiani terminano l’anno scolastico a dicembre e godono delle vacanze estive, mentre i loro coetanei europei sono nel pieno dell’anno accademico.

Le fluttuazioni climatiche del 2025 mostrano come la semplice geometria della Terra possa essere amplificata dai cambiamenti climatici. I record di calore e freddo registrati in Australia mentre l’Europa affrontava l’inverno evidenziano l’urgenza di comprendere che le stagioni non sono più quelle di una volta. Nel mondo globalizzato le differenze fra inverno e estate non sono soltanto una questione di emisferi, ma un segnale che il clima sta cambiando e che gli eventi estremi colpiscono ovunque. Mentre l’asse inclinato della Terra continuerà a regalare l’alternanza delle stagioni, la nostra sfida sarà mitigare gli effetti del riscaldamento globale per evitare che l’estate australiana bruci e l’inverno europeo si faccia sempre più incerto.