Berliner Boersenzeitung - Droni 3D per fondali Marini

EUR -
AED 4.161518
AFN 73.087584
ALL 91.974375
AMD 411.540167
ANG 2.028765
AOA 1039.105468
ARS 1728.069575
AUD 1.623411
AWG 2.0411
AZN 1.927901
BAM 1.953149
BBD 2.282802
BDT 139.353351
BGN 1.907603
BHD 0.42722
BIF 3396.29108
BMD 1.133157
BND 1.448035
BOB 13.663338
BRL 5.920633
BSD 1.133362
BTN 108.729449
BWP 15.475862
BYN 3.421157
BYR 22209.882191
BZD 2.279507
CAD 1.607474
CDF 2634.590818
CHF 0.945217
CLF 0.027901
CLP 1101.773846
CNY 7.603995
CNH 7.602341
COP 3798.082491
CRC 516.399223
CUC 1.133157
CUP 27.201087
CVE 110.115568
CZK 24.437703
DJF 201.384525
DKK 7.475586
DOP 67.398537
DZD 151.639027
EGP 58.99919
ERN 16.997359
ETB 185.128738
FJD 2.543603
FKP 0.854785
GBP 0.856967
GEL 2.940481
GGP 0.854785
GHS 13.209957
GIP 0.854785
GMD 83.854047
GNF 9968.472335
GTQ 8.65341
GYD 237.148179
HKD 8.891375
HNL 30.42671
HRK 7.541385
HTG 148.328711
HUF 367.071
IDR 20369.63481
ILS 3.475462
IMP 0.854785
INR 108.714597
IQD 1484.78508
IRR 1557921.251666
ISK 136.80654
JEP 0.854785
JMD 179.42651
JOD 0.803424
JPY 178.23095
KES 146.967996
KGS 99.092675
KHR 4599.717385
KMF 490.657066
KPW 1019.841889
KRW 1534.487412
KWD 0.349863
KYD 0.94451
KZT 497.564782
LAK 25430.489682
LBP 101493.872578
LKR 375.16089
LRD 194.37451
LSL 18.568102
LTL 3.345919
LVL 0.685435
LYD 7.250033
MAD 10.977104
MDL 20.11153
MGA 4991.226681
MKD 61.496546
MMK 2378.91816
MNT 4076.218122
MOP 9.159851
MRU 45.381415
MUR 53.949601
MVR 17.518963
MWK 1965.332955
MXN 20.498446
MYR 4.626454
MZN 72.41402
NAD 18.567775
NGN 1501.422099
NIO 41.714128
NOK 10.880555
NPR 173.965386
NZD 2.009875
OMR 0.435696
PAB 1.133362
PEN 3.898678
PGK 5.128041
PHP 70.988336
PKR 313.97652
PLN 4.370476
PYG 6657.964842
QAR 4.131294
RON 5.278472
RSD 117.503891
RUB 94.906114
RWF 1673.414334
SAR 4.25672
SBD 9.094946
SCR 15.710766
SDG 681.593322
SEK 11.331578
SGD 1.448453
SHP 0.854858
SLE 27.881593
SLL 23761.731851
SOS 647.715305
SRD 42.780029
STD 23454.067336
STN 24.466797
SVC 9.917541
SYP 14733.310913
SZL 18.563808
THB 38.045187
TJS 10.432842
TMT 3.96605
TND 3.364434
TOP 2.728371
TRY 55.524254
TTD 7.688566
TWD 36.069645
TZS 2985.87275
UAH 50.836915
UGX 4442.970689
USD 1.133157
UYU 45.438338
UZS 13396.819913
VES 970.7931
VND 29430.926796
VUV 134.751144
WST 3.138064
XAF 655.957
XAG 0.018521
XAU 0.00027227118
XCD 3.062414
XCG 2.042628
XDR 0.801201
XOF 655.957
XPF 119.331742
YER 268.133353
ZAR 18.610272
ZMK 10199.774161
ZMW 22.185697
ZWL 364.876174
SSP 6473.264959
MXV 2.320888

Droni 3D per fondali Marini




L’enorme rete di cavi e infrastrutture sottomarine che trasporta oltre il 95 % del traffico globale di dati si estende per centinaia di migliaia di chilometri. La loro vulnerabilità e il valore ambientale dei fondali spingono la ricerca verso soluzioni di sorveglianza autonome. Le tecnologie più recenti uniscono veicoli senza equipaggio, sensori tridimensionali e algoritmi di intelligenza artificiale per creare una nuova generazione di droni subacquei. Questi apparati sorvegliano i fondali in modo continuo, ricostruiscono habitat e infrastrutture in 3D e possono restare in immersione per settimane.

Un aspetto fondamentale è la mappatura tridimensionale. Sensori laser LiDAR di nuova generazione emettono impulsi verdi che penetrano l’acqua torbida, restituendo nuvole di punti ad alta densità che descrivono con precisione fondali e barriere coralline. Una dimostrazione condotta al largo di Port Beach ha mostrato come un sistema LiDAR montato su drone potesse coprire un’intera barriera artificiale in un volo di dieci minuti e generare una nuvola di 47 punti per metro quadrato. La profondità del fondale era di tre metri e la precisione verticale è risultata entro cinque centimetri. La rapidità di elaborazione ha permesso di produrre modelli tridimensionali lo stesso giorno, senza ricorrere a sommozzatori o imbarcazioni.

Alcune start‑up hanno miniaturizzato le piattaforme. Il micro AUV Hydrus pesa circa sette chilogrammi, può essere lanciato da una sola persona e filma il fondale in 4K. Nelle missioni condotte sul reef di Hall Bank in Australia, tre unità hanno volato in pattern a “tosaerba” per produrre gemelli digitali ad alta risoluzione del substrato. Questa tecnica ha permesso di documentare sbiancamento e frammentazione di coralli e offre ai ricercatori una base per pianificare interventi di conservazione. Allo stesso tempo, grandi aziende stanno sperimentando digital twin oceanici: Fujitsu, ad esempio, ha integrato LiDAR e AI su veicoli autonomi per ricostruire copie digitali di scogliere coralline con precisione centimetri­ca. L’algoritmo corregge colori e contorni delle immagini riprese in corrente, consentendo misure tridimensionali accurate in tempo reale e mettendo a disposizione degli scienziati simulazioni per valutare l’impatto dei cambiamenti climatici.

La sorveglianza del cavo sottomarino richiede però sistemi con grande autonomia. L’azienda tedesca Euroatlas ha presentato Greyshark, un veicolo subacqueo a forma di squalo progettato per pattugliare le dorsali dei cavi e delle condotte energetiche. Questa piattaforma, lunga circa 8 metri e costruita in materiale composito per ridurre la firma elettromagnetica, è spinta da un motore elettrico silenzioso che utilizza un anello magnetico e una propulsione a bassa rumorosità. Greyshark raggiunge una velocità operativa di 10 nodi con punte oltre i 12 nodi e ha un’autonomia eccezionale: può viaggiare per oltre 1 100 miglia nautiche o restare in missione per cinque giorni a velocità di crociera, e riducendo la velocità a 4 nodi può restare in immersione fino a 16 settimane.

Il veicolo è equipaggiato con sonar a sintesi d’apertura, multibeam ad ampio spettro, telecamere, scanner LiDAR e sensori elettromagnetici. I dati di tutti i sensori vengono fusi a bordo tramite algoritmi di intelligenza artificiale; in caso di eventi critici, il sistema invia allarmi a terra, ma in condizioni normali opera in completa autonomia, riducendo i contatti per non essere individuato. Greyshark può navigare fino a 650 metri di profondità – espandibile a 4 000 metri – e operare in sciami coordinati, dividendo l’area da monitorare fra più unità. L’autonomia include il rifornimento tramite container standard da 40 piedi, che consente di trasportare e riciclare i veicoli ovunque. Il costruttore ha annunciato contratti con due ministeri della difesa europei per oltre cento milioni di euro per un impiego militare non armato e ha dichiarato che altri paesi europei e asiatici stanno valutando l’acquisto. L’interesse nasce dopo alcuni incidenti del 2024 che hanno danneggiato cavi nel Mar Baltico; l’Alleanza Atlantica ha avviato un’iniziativa di sorveglianza chiamata Baltic Sentry e diversi paesi stanno schierando droni subacquei, aerei e navali per proteggere le comunicazioni sottomarine.

Oltre al Greyshark, la ricerca sulla protezione delle infrastrutture si arricchisce di sistemi complementari. Il sistema trainato KATFISH utilizza un sonar a sintesi d’apertura per produrre immagini con risoluzione di due centimetri; può essere rimorchiato da navi o veicoli di superficie senza equipaggio e coprire fino a 3,5 chilometri quadrati l’ora. Software di mappatura 3D in tempo reale permette ai ROV tradizionali di navigare vicino a strutture marine e generare carte senza dover essere guidati dalla superficie. Altre soluzioni, come il ROV senza cavi EXRAY, vengono usate per ispezionare serbatoi e spazi confinati, dimezzando i tempi di intervento e migliorando la sicurezza degli operatori.

Nonostante questi progressi, resta ancora molto da esplorare. Secondo i dati aggiornati della NOAA, nel giugno 2025 solo il 27 % dei fondali oceanici era mappato con sonar ad alta risoluzione e meno dello 0,001 % del fondale profondo era stato visitato da esseri umani. L’iniziativa internazionale Seabed 2030 punta a mappare l’intero fondale entro il 2030 e sfrutta la cooperazione di governi, organizzazioni scientifiche e aziende tecnologiche. A fronte del cambiamento climatico e della crescente tensione geopolitica sui mari, la combinazione di droni subacquei, sensori 3D e intelligenza artificiale può quindi contribuire non solo a proteggere l’infrastruttura digitale globale, ma anche a migliorare la conoscenza degli ecosistemi e a promuovere uno sviluppo sostenibile.