Berliner Boersenzeitung - Nel laboratorio dei Kolors

EUR -
AED 4.297021
AFN 73.701381
ALL 95.402513
AMD 434.241071
ANG 2.093917
AOA 1073.932683
ARS 1632.563026
AUD 1.638657
AWG 2.108676
AZN 1.988026
BAM 1.954633
BBD 2.356993
BDT 143.584292
BGN 1.951449
BHD 0.44167
BIF 3481.508397
BMD 1.169862
BND 1.494302
BOB 8.086173
BRL 5.872007
BSD 1.170201
BTN 110.934781
BWP 15.817491
BYN 3.295133
BYR 22929.289176
BZD 2.353595
CAD 1.600383
CDF 2714.078892
CHF 0.924021
CLF 0.02671
CLP 1051.23342
CNY 7.99887
CNH 8.003187
COP 4240.046719
CRC 532.182333
CUC 1.169862
CUP 31.001335
CVE 110.433944
CZK 24.392772
DJF 208.384722
DKK 7.474697
DOP 69.314082
DZD 155.145875
EGP 62.008399
ERN 17.547925
ETB 184.106986
FJD 2.57972
FKP 0.865839
GBP 0.866944
GEL 3.152727
GGP 0.865839
GHS 13.032313
GIP 0.865839
GMD 85.987077
GNF 10268.479608
GTQ 8.940625
GYD 244.832809
HKD 9.168148
HNL 31.141585
HRK 7.538
HTG 153.268512
HUF 365.220878
IDR 20312.30857
ILS 3.477356
IMP 0.865839
INR 110.83182
IQD 1532.518817
IRR 1539537.987924
ISK 143.600486
JEP 0.865839
JMD 183.500466
JOD 0.829426
JPY 187.352137
KES 150.970964
KGS 102.280191
KHR 4691.14572
KMF 492.511719
KPW 1052.836528
KRW 1736.800314
KWD 0.359965
KYD 0.975214
KZT 542.026457
LAK 25672.615598
LBP 104819.608215
LKR 373.886822
LRD 214.96177
LSL 19.343637
LTL 3.454298
LVL 0.707637
LYD 7.42271
MAD 10.828533
MDL 20.145889
MGA 4853.75659
MKD 61.710764
MMK 2456.685675
MNT 4186.801833
MOP 9.446661
MRU 46.794504
MUR 54.726535
MVR 18.074627
MWK 2036.729175
MXN 20.434466
MYR 4.623879
MZN 74.765619
NAD 19.36168
NGN 1606.2429
NIO 42.951484
NOK 10.871256
NPR 177.495292
NZD 2.002113
OMR 0.449836
PAB 1.170201
PEN 4.11324
PGK 5.082756
PHP 72.096258
PKR 326.069677
PLN 4.256746
PYG 7280.654072
QAR 4.262098
RON 5.100714
RSD 117.42374
RUB 87.726178
RWF 1708.583002
SAR 4.3879
SBD 9.389234
SCR 17.208205
SDG 702.499104
SEK 10.872303
SGD 1.497183
SHP 0.87342
SLE 28.807824
SLL 24531.410279
SOS 668.581498
SRD 43.824202
STD 24213.775097
STN 24.859561
SVC 10.239888
SYP 129.54475
SZL 19.361372
THB 38.296561
TJS 10.970904
TMT 4.100365
TND 3.373589
TOP 2.816746
TRY 52.72538
TTD 7.95725
TWD 36.992232
TZS 3035.791158
UAH 51.579212
UGX 4359.397812
USD 1.169862
UYU 46.5722
UZS 14120.230776
VES 566.936695
VND 30832.874772
VUV 138.479066
WST 3.177199
XAF 655.562883
XAG 0.01628
XAU 0.000257
XCD 3.16161
XCG 2.109041
XDR 0.816234
XOF 654.540519
XPF 119.331742
YER 279.186955
ZAR 19.57512
ZMK 10530.159935
ZMW 22.087815
ZWL 376.694988

Nel laboratorio dei Kolors




Entrare nello studio dei The Kolors significa essere catapultati in un laboratorio sonoro in cui l’arte si mescola alla fisica. La band formata dai fratelli Antonio “Stash” Fiordispino e Alex Fiordispino insieme a Dario Iaculli si muove tra consolle, sintetizzatori analogici e microfoni come se stesse eseguendo un esperimento scientifico. Il successo travolgente di “Italo Disco” e “Karma”, trasmessi a ripetizione dalle radio italiane nel 2023 e nel 2024, non è frutto di un caso: dietro ogni singolo c’è una ricerca maniacale del suono, un metodo che unisce tecnologia, conoscenza fisica e gusto musicale.

Il punto di partenza: groove umano e imperfezione
La creazione di un brano dei The Kolors parte quasi sempre da un loop ritmico, retaggio delle lunghe jam session che hanno forgiato la band. Su questa base vengono aggiunte percussioni che donano una matrice reggae o afro, contribuendo a un groove tropicale che sarà la firma della canzone. A differenza di molti colleghi, Stash preferisce registrare i sintetizzatori in audio anziché in formato MIDI: in questo modo le piccole imprecisioni rimangono e diventano parte integrante del groove. Secondo lui, il vero ritmo nasce quando il musicista segue il battito cardiaco più che la griglia metronomica del computer. Questa ricerca deliberata dell’imperfezione è ciò che rende le loro produzioni organiche e avvolgenti.

Strumenti analogici e fisica del suono
Nel laboratorio dei The Kolors spiccano strumenti che sembrano usciti da un museo: il Moog Prodigy, sintetizzatore analogico degli anni ’80, genera suoni attraverso oscillatori fisici senza memorie interne. La band lo utilizza per creare bassi e timbri elettronici dal sapore vintage, come si può sentire nell’ultimo singolo “Rolling Stones”, dove il Moog domina il ritornello. A fianco dei sintetizzatori c’è il Talk Box, un dispositivo reso celebre dai Bon Jovi che molti confondono con l’autotune. In realtà l’autotune corregge le note; il Talk Box sfrutta l’acustica: il suono della chitarra viene convogliato in un tubicino che il cantante tiene in bocca, e modulando la forma della bocca si ottiene un effetto vocale unico. Questa miscela di elettronica e fisica permette alla band di modellare le frequenze in modo originale.

Voce, stack e coralità
I fan dei The Kolors si stupiscono sempre di come le loro voci suonino piene e corali pur senza ricorrere a sistemi di pitch correction. Il segreto sta negli stacks: per ogni brano Stash registra fino a quaranta tracce vocali diverse. Alcune ripetono la melodia principale, altre armonizzano su note più alte o più basse, e l’insieme viene distribuito nello spazio stereo per creare un effetto avvolgente. Un trucco fondamentale è variare leggermente l’interpretazione di ogni take; cantare la stessa frase identica produce un fastidioso effetto metallico chiamato flanger, mentre cambiare timbro e intensità dona calore.

L’aneddoto di “Italo Disco” e la lezione dell’imperfezione
Durante la visita allo studio, Stash ha raccontato un aneddoto sorprendente: la versione di “Italo Disco” che ha spopolato per tutta l’estate è in realtà la primissima demo del brano. La band ha tentato per mesi di reinciderlo e perfezionarlo, ma quelle piccole imperfezioni della prima registrazione gli davano un’umanità impossibile da riprodurre. Questo episodio dimostra quanto per i The Kolors la tecnologia sia al servizio dell’emozione, e non il contrario.

“Rolling Stones” e l’evoluzione del suono
Oggi i The Kolors tornano con “Rolling Stones”, singolo pubblicato il 27 marzo 2026 da Atlantic Records/Warner Music Italy. La canzone, firmata da Calcutta e Davide Petrella, è un tuffo nel reggae più fresco e contagioso, combinato con l’attitudine funk‑pop della band. Nata suonandola per ore fino a notte fonda, ha trovato la sua forma più autentica grazie agli strumenti degli anni ’80, in particolare il Moog. Il videoclip, diretto da YouNuts!, racconta una notte al Red Room di Milano; tra il pubblico compaiono l’attrice Eva Henger e il cantautore Gianni Celeste, immersi in un’estetica retrò che richiama gli anni ’70 e ’80.

L’uscita di questo brano segna un nuovo capitolo per una band che negli ultimi due anni ha dominato l’airplay radiofonico con “Italo Disco” e “Karma”. Dopo le partecipazioni al Festival di Sanremo nel 2024 e nel 2025 con “Un ragazzo una ragazza” e “Tu con chi fai l’amore”, Stash e soci mostrano una maturità che li porta a sperimentare groove tropicali e sonorità vintage, senza tradire l’identità pop.

Una carriera costruita tra palco e laboratorio
I The Kolors nascono a Milano nel 2009 e conquistano l’attenzione del grande pubblico nel 2015 vincendo il talent show Amici, ottenendo anche il premio della critica. Nello stesso anno pubblicano l’album “Out”, che raggiunge il primo posto in classifica e ci rimane per dodici settimane, trainato dal singolo “Everytime”. Negli anni successivi collaborano con nomi di spicco della scena urban e pop – da J‑Ax a Elodie, da Guè Pequeno a Sal Da Vinci – e partecipano al Festival di Sanremo con brani in italiano. Con “Italo Disco” nel 2023 conquistano la vetta della classifica FIMI per dieci settimane consecutive, collezionando certificazioni di platino e diamante in Europa. Il singolo “Karma”, uscito il 3 maggio 2024, diventa subito uno dei brani più passati in radio.

Questi traguardi non hanno sminuito la loro curiosità scientifica. Nel loro laboratorio sonoro, i The Kolors continuano a sperimentare con strumenti vintage, stack vocali e tecniche di registrazione, costruendo una musica che parla al cuore e al cervello. La community che li segue lo sa bene: molti commenti ai loro contenuti dietro le quinte lodano la scelta di privilegiare l’imperfezione, la fisicità del suono e la capacità di spiegare in modo semplice concetti complessi. “Ecco come si produce un disco nel 2026. Bravi ragazzi, avanti così!”, scrivono alcuni fan; altri parlano di un video “ottimo” e formativo, riconoscendo il valore educativo del loro approccio.

Quando la scienza incontra la musica
La giornata trascorsa nello studio dei The Kolors dimostra che la musica può diventare un linguaggio per spiegare la scienza e viceversa. La fisica delle onde sonore, l’acustica del Talk Box, l’elettronica degli anni ’80 e l’anatomia della voce diventano ingredienti al pari di melodia e armonia. In un’epoca dominata dall’iper‑correzione digitale, Stash e compagni rivendicano il diritto all’errore come fonte di groove e umanità. Per questo i loro brani riescono a conquistare sia le classifiche sia il rispetto di chi, ascoltando, sente battere un cuore dietro la macchina.

Mentre “Rolling Stones” inizia a risuonare nelle radio e nelle playlist, i The Kolors dimostrano di saper proiettare il loro passato analogico nel futuro digitale. La scienza, nel loro studio, non è un fine ma un mezzo per realizzare emozioni: un equilibrio difficile da raggiungere, ma che rende unico ogni loro brano.