Berliner Boersenzeitung - Elezioni presidenziali USA 2024

EUR -
AED 4.417216
AFN 78.16954
ALL 97.184693
AMD 455.072331
ANG 2.152767
AOA 1102.79295
ARS 1734.892031
AUD 1.716493
AWG 2.166201
AZN 2.044165
BAM 1.974798
BBD 2.419093
BDT 146.773247
BGN 2.019627
BHD 0.453417
BIF 3571.750699
BMD 1.20261
BND 1.521185
BOB 8.299744
BRL 6.242624
BSD 1.201065
BTN 110.167319
BWP 15.808214
BYN 3.42244
BYR 23571.149394
BZD 2.41566
CAD 1.63386
CDF 2693.845366
CHF 0.917303
CLF 0.026185
CLP 1033.931299
CNY 8.363729
CNH 8.336965
COP 4396.139623
CRC 596.745935
CUC 1.20261
CUP 31.869156
CVE 111.181554
CZK 24.227814
DJF 213.727287
DKK 7.467346
DOP 75.704577
DZD 155.380836
EGP 56.53083
ERN 18.039145
ETB 186.404516
FJD 2.64027
FKP 0.878074
GBP 0.869493
GEL 3.241077
GGP 0.878074
GHS 13.15052
GIP 0.878074
GMD 87.79105
GNF 10522.835072
GTQ 9.215736
GYD 251.285393
HKD 9.382171
HNL 31.821034
HRK 7.538556
HTG 157.516693
HUF 379.829849
IDR 20088.512071
ILS 3.735846
IMP 0.878074
INR 110.040583
IQD 1575.418658
IRR 50659.932242
ISK 145.215164
JEP 0.878074
JMD 188.705434
JOD 0.852681
JPY 183.245847
KES 155.413805
KGS 105.166995
KHR 4847.719246
KMF 495.47487
KPW 1082.372041
KRW 1720.675882
KWD 0.367987
KYD 1.000929
KZT 605.103896
LAK 25907.220363
LBP 102883.256592
LKR 371.911049
LRD 223.023597
LSL 19.193309
LTL 3.550993
LVL 0.727446
LYD 7.606478
MAD 10.889666
MDL 20.250822
MGA 5381.678534
MKD 61.877841
MMK 2525.539668
MNT 4287.465121
MOP 9.651229
MRU 47.960233
MUR 54.742595
MVR 18.580395
MWK 2087.730185
MXN 20.64971
MYR 4.752114
MZN 76.678295
NAD 19.19389
NGN 1693.491105
NIO 44.137978
NOK 11.532474
NPR 176.268248
NZD 1.99086
OMR 0.462426
PAB 1.201045
PEN 4.024532
PGK 5.119514
PHP 70.59797
PKR 336.430158
PLN 4.199008
PYG 8050.516648
QAR 4.378696
RON 5.09413
RSD 117.386704
RUB 92.200458
RWF 1746.189231
SAR 4.509597
SBD 9.714291
SCR 16.980843
SDG 723.368311
SEK 10.569778
SGD 1.515944
SHP 0.902269
SLE 29.221206
SLL 25218.122446
SOS 687.292439
SRD 46.056353
STD 24891.591964
STN 24.773759
SVC 10.509147
SYP 13300.351637
SZL 19.193643
THB 37.173272
TJS 11.218177
TMT 4.209134
TND 3.403989
TOP 2.895595
TRY 52.195305
TTD 8.167644
TWD 37.591533
TZS 3071.734468
UAH 51.557652
UGX 4288.291007
USD 1.20261
UYU 45.002949
UZS 14581.64198
VES 431.106882
VND 31429.000932
VUV 144.009275
WST 3.282274
XAF 662.345595
XAG 0.010722
XAU 0.000232
XCD 3.250113
XCG 2.164643
XDR 0.825899
XOF 664.436686
XPF 119.331742
YER 286.706838
ZAR 19.142214
ZMK 10824.938816
ZMW 23.714852
ZWL 387.239821

Elezioni presidenziali USA 2024




"Il potenziale impatto di una vittoria di Trump sull'Unione Europea: Opportunità e sfide”
Mentre gli Stati Uniti si avvicinano alle cruciali elezioni presidenziali del 2024, il mondo osserva con trepidazione. L'esito di queste elezioni avrà implicazioni di vasta portata, soprattutto per l'Unione Europea. Una vittoria di Donald Trump, dopo le elezioni del 5 novembre, potrebbe portare cambiamenti significativi nelle relazioni transatlantiche. Se da un lato una seconda presidenza Trump presenta sia opportunità che rischi per l'Europa, dall'altro l'impatto di una sconfitta democratica pone sfide che l'UE deve affrontare con attenzione.

Ricalibrare le relazioni transatlantiche: Opportunità per l'indipendenza
Una nuova presidenza Trump inaugurerebbe quasi certamente un periodo di ricalibrazione delle relazioni transatlantiche. Durante il suo precedente mandato, Trump ha privilegiato un approccio “America First”, esprimendo spesso scetticismo nei confronti delle istituzioni multilaterali, compresa la NATO, e sottolineando una più equa ripartizione degli oneri tra gli alleati. Se Trump dovesse riconquistare la carica, l'Unione Europea potrebbe avere l'opportunità di ridefinire la propria autonomia strategica.

Per anni, i leader europei hanno discusso di ridurre la loro dipendenza dagli Stati Uniti in materia di difesa e sicurezza. Sotto la guida di Trump, questa necessità potrebbe essere rafforzata, incoraggiando l'UE a migliorare le proprie capacità militari e la propria coesione come entità geopolitica. Un'amministrazione Trump che rimanga indifferente alle preoccupazioni europee in materia di sicurezza potrebbe accelerare gli sforzi all'interno dell'Europa per perseguire una politica di difesa più forte, in particolare nell'ambito di iniziative come la Cooperazione strutturata permanente (PESCO) e il Fondo europeo per la difesa (FES). Ciò aiuterebbe l'UE ad affermarsi come potenza globale più autonoma.

Inoltre, le potenziali politiche economiche di Trump potrebbero creare spazio per l'Europa per rafforzare i suoi partenariati altrove. Durante la sua precedente amministrazione, la preferenza di Trump per gli accordi commerciali bilaterali rispetto a quelli multilaterali ha portato a tensioni con i partner commerciali, compresa l'UE. In caso di ritorno di Trump, l'UE potrebbe cercare di consolidare e diversificare le relazioni commerciali con le economie emergenti e altri mercati chiave, promuovendo partnership che potrebbero ridurre la dipendenza dalla cooperazione economica statunitense.

Incertezza economica e divergenza normativa
Tuttavia, una vittoria di Trump potrebbe creare notevoli incertezze economiche. In un secondo mandato, Trump potrebbe essere propenso a rivedere i conflitti commerciali e le tariffe che in passato hanno messo a dura prova l'economia transatlantica. Tali politiche potrebbero minare le relazioni economiche tra l'UE e gli Stati Uniti, soprattutto se Trump continuerà a mettere in discussione il valore degli accordi commerciali esistenti o imporrà nuove tariffe sui beni europei. Un indebolimento delle relazioni commerciali creerebbe indubbiamente delle ripercussioni sui mercati europei, soprattutto in settori come quello automobilistico, agricolo e tecnologico.

Inoltre, la posizione di Trump sulle politiche climatiche diverge notevolmente dall'agenda verde dell'UE. Mentre l'amministrazione Biden ha lavorato a stretto contatto con l'Europa sui cambiamenti climatici, sostenendo l'Accordo di Parigi e promuovendo iniziative verdi, Trump ha in precedenza sminuito la scienza del clima e ha ridotto le normative ambientali. Una nuova presidenza Trump potrebbe quindi complicare gli sforzi globali per affrontare il cambiamento climatico, rendendo più difficile per l'UE trovare un terreno comune su questioni ambientali urgenti e rendendo necessario che l'Europa agisca come principale sostenitore degli accordi internazionali sul clima.

Sfide geopolitiche e implicazioni strategiche
Una vittoria di Trump avrebbe probabilmente delle ramificazioni sostanziali per la posizione strategica dell'UE. L'approccio imprevedibile alla politica estera della precedente amministrazione Trump ha visto relazioni tese con gli alleati tradizionali e ha mostrato aperture verso regimi autocratici, come la Russia e la Corea del Nord. Un modello simile potrebbe rendere l'UE più vulnerabile, in quanto un'amministrazione Trump potrebbe privare di importanza la NATO, mettendo in dubbio il valore della difesa collettiva. Un simile cambiamento imporrebbe all'Europa un onere maggiore per garantire la propria sicurezza, soprattutto in presenza delle tensioni in corso con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina.

Di fronte a queste sfide, le nazioni europee potrebbero dover assumere una posizione più unitaria sulla difesa, con un impegno più forte da parte degli Stati membri a rispettare gli obiettivi di spesa della NATO per la difesa. Se da un lato questo potrebbe favorire una politica di difesa dell'UE più coesa, dall'altro potrebbe esporre le divisioni all'interno dell'Unione, in particolare tra i Paesi più inclini all'allineamento con gli Stati Uniti e quelli che preferiscono una strategia di sicurezza dell'UE indipendente.

Un altro aspetto da considerare è il rapporto con la Cina. Sotto Trump, gli Stati Uniti hanno assunto una posizione aggressiva nei confronti di Pechino e una rinnovata enfasi sul disaccoppiamento economico potrebbe costringere l'Europa a navigare in un delicato equilibrio. I Paesi europei, molti dei quali hanno legami commerciali significativi con la Cina, potrebbero subire pressioni per allinearsi maggiormente alla posizione degli Stati Uniti, rischiando ricadute economiche o tensioni diplomatiche con Pechino.

Le conseguenze di una sconfitta democratica per l'Europa
Una sconfitta democratica segnerebbe un cambiamento più ampio nella politica americana, che l'Europa non può ignorare. Il mandato dell'amministrazione Biden è stato caratterizzato dagli sforzi per ristabilire le alleanze, riallacciare le relazioni con le istituzioni internazionali e sostenere i valori della democrazia liberale. Una sconfitta dei Democratici simboleggerebbe probabilmente un ripudio di questi principi da parte dell'elettorato americano, potenzialmente incoraggiando i movimenti populisti e nazionalisti all'interno della stessa Europa.

L'UE potrebbe trovarsi a dover assumere il ruolo di paladina della democrazia liberale sulla scena mondiale. Con Washington potenzialmente orientata verso una posizione più isolazionista, l'Europa dovrebbe raddoppiare gli sforzi diplomatici per sostenere le norme internazionali, promuovere i diritti umani e controbilanciare l'influenza dei regimi autocratici. Inoltre, le nazioni europee che sono sempre più sfidate da movimenti populisti interni potrebbero faticare a mantenere l'unità di fronte al crescente scetticismo nei confronti delle istituzioni democratiche liberali.

Come orientarsi nel futuro
Se da un lato la potenziale rielezione di Donald Trump potrebbe creare sfide significative per l'Unione europea, dall'altro rappresenta un'opportunità per l'Europa di affermare il proprio ruolo di attore geopolitico indipendente. L'UE deve prepararsi alla possibilità di un rapporto più transazionale e meno prevedibile con Washington. Rafforzare la coesione interna, investire nelle capacità di difesa e diversificare i partenariati globali sono passi essenziali che l'UE dovrebbe compiere in risposta a una potenziale seconda presidenza Trump.

Allo stesso tempo, l'Europa dovrebbe impegnarsi diplomaticamente con un'amministrazione guidata da Trump, cercando vie di cooperazione su questioni di interesse comune, come l'antiterrorismo e la sicurezza energetica. Navigare in questo complesso panorama richiederà un'abile diplomazia, resilienza e una chiara visione strategica. L'Unione Europea, se unita e proattiva, può mitigare i rischi e cogliere le opportunità presentate da un ordine globale in evoluzione, indipendentemente dall'esito delle elezioni presidenziali americane.