Berliner Boersenzeitung - Conclave: l’elezione del Papa

EUR -
AED 4.184329
AFN 71.779478
ALL 94.317362
AMD 418.797437
ANG 2.039926
AOA 1044.799931
ARS 1683.401049
AUD 1.65243
AWG 2.052285
AZN 1.940367
BAM 1.956731
BBD 2.298144
BDT 140.346781
BGN 1.926534
BHD 0.430205
BIF 3388.72322
BMD 1.139367
BND 1.476338
BOB 7.884683
BRL 5.892467
BSD 1.141073
BTN 107.09749
BWP 15.506787
BYN 3.309347
BYR 22331.595981
BZD 2.294842
CAD 1.616546
CDF 2583.52018
CHF 0.922202
CLF 0.026706
CLP 1051.054553
CNY 7.745589
CNH 7.746096
COP 3924.55012
CRC 518.046501
CUC 1.139367
CUP 30.193229
CVE 110.316523
CZK 24.252685
DJF 203.191142
DKK 7.474055
DOP 67.0419
DZD 151.95429
EGP 56.308777
ERN 17.090507
ETB 183.96007
FJD 2.560443
FKP 0.863477
GBP 0.86245
GEL 3.013646
GGP 0.863477
GHS 12.865122
GIP 0.863477
GMD 83.174013
GNF 9997.71331
GTQ 8.705104
GYD 238.793625
HKD 8.93547
HNL 30.530197
HRK 7.534406
HTG 149.121795
HUF 353.691449
IDR 20338.84285
ILS 3.417788
IMP 0.863477
INR 107.475648
IQD 1494.711224
IRR 1566914.661418
ISK 143.993205
JEP 0.863477
JMD 179.709454
JOD 0.807792
JPY 184.349039
KES 147.545308
KGS 99.638077
KHR 4579.897862
KMF 494.485645
KPW 1025.430826
KRW 1752.949874
KWD 0.35286
KYD 0.950848
KZT 553.620998
LAK 25044.807094
LBP 102180.362238
LKR 383.540816
LRD 207.837983
LSL 18.755842
LTL 3.364254
LVL 0.689192
LYD 7.324646
MAD 10.699297
MDL 20.230537
MGA 4826.423625
MKD 61.680319
MMK 2392.271819
MNT 4078.851706
MOP 9.217086
MRU 45.537668
MUR 53.823799
MVR 17.603538
MWK 1978.593566
MXN 19.92514
MYR 4.630417
MZN 72.810351
NAD 18.755842
NGN 1571.77945
NIO 41.989796
NOK 11.312782
NPR 171.356536
NZD 2.016207
OMR 0.438087
PAB 1.141033
PEN 3.890834
PGK 5.007339
PHP 69.739526
PKR 317.553662
PLN 4.285559
PYG 6964.466697
QAR 4.159143
RON 5.239385
RSD 117.350276
RUB 89.663082
RWF 1671.039125
SAR 4.285033
SBD 9.17413
SCR 16.025826
SDG 683.620592
SEK 11.078249
SGD 1.473817
SHP 0.850653
SLE 28.257426
SLL 23891.963457
SOS 652.124608
SRD 42.706899
STD 23582.599464
STN 24.511448
SVC 9.983707
SYP 125.93664
SZL 18.745413
THB 37.955164
TJS 10.560078
TMT 3.987785
TND 3.38188
TOP 2.743323
TRY 53.140772
TTD 7.754656
TWD 36.316762
TZS 2993.770345
UAH 51.217419
UGX 4187.992761
USD 1.139367
UYU 45.801593
UZS 13705.52146
VES 707.265554
VND 29951.113742
VUV 135.788958
WST 3.168447
XAF 656.286559
XAG 0.019402
XAU 0.000281
XCD 3.079197
XCG 2.056378
XDR 0.81621
XOF 656.283678
XPF 119.331742
YER 271.881482
ZAR 18.737684
ZMK 10255.669674
ZMW 20.554231
ZWL 366.875755

Conclave: l’elezione del Papa




Il conclave, uno dei riti più antichi e solenni della Chiesa cattolica, è il processo attraverso il quale i cardinali eleggono il nuovo Papa, successore di San Pietro e guida spirituale di oltre un miliardo di fedeli. Il termine deriva dal latino cum clave, ovvero “chiuso a chiave”, e richiama l’isolamento totale dei cardinali durante le votazioni, un’usanza che affonda le sue radici nel Medioevo. Questo articolo esplora il funzionamento del conclave, le sue regole, i riti e le fasi che portano all’elezione del Pontefice, in un intreccio di tradizione e spiritualità.

Le origini storiche del conclave
L’elezione del Papa non è sempre avvenuta con le modalità attuali. Nei primi secoli, il Vescovo di Roma era scelto dal clero e dai fedeli della città. Tuttavia, con l’aumentare dell’importanza politica del papato, le elezioni divennero oggetto di pressioni esterne. Un episodio cruciale avvenne tra il 1268 e il 1271 a Viterbo, quando i cardinali, incapaci di trovare un accordo dopo quasi tre anni, furono rinchiusi a chiave nel palazzo papale dai cittadini esasperati, che scoperchiarono persino il tetto per spingerli a decidere. Fu eletto Gregorio X, che nel 1274, con la costituzione apostolica Ubi Periculum, formalizzò il conclave, introducendo la clausura obbligatoria e regole severe per garantire un’elezione rapida e libera da influenze esterne.

Le regole moderne del conclave
Oggi, il conclave è regolato principalmente dalla costituzione apostolica Universi Dominici Gregis di Giovanni Paolo II (1996), con modifiche apportate da Benedetto XVI nel 2013. Dopo la morte o la rinuncia di un Papa, inizia il periodo di sede vacante, durante il quale il Collegio dei cardinali gestisce gli affari ordinari della Chiesa senza poter prendere decisioni rilevanti. Entro 15-20 giorni, i cardinali si riuniscono a Roma per il conclave, che può iniziare prima se tutti gli elettori sono presenti.

Solo i cardinali con meno di 80 anni al momento della vacanza della Sede Apostolica possono votare. Attualmente, il Collegio cardinalizio conta 252 membri, di cui circa 135-140 sono elettori, a seconda della data precisa del conclave. La maggior parte di questi è stata nominata da Papa Francesco, il che potrebbe influenzare la scelta del successore verso una linea di continuità riformista. Teoricamente, qualsiasi maschio battezzato e celibe può essere eletto Papa, ma nella prassi moderna il Pontefice è sempre un cardinale presente al conclave.

La preparazione e l’inizio del conclave
Il conclave si apre con una serie di riti solenni. I cardinali partecipano alla messa pro eligendo Romano Pontefice nella Basilica di San Pietro, un momento di preghiera per invocare l’assistenza dello Spirito Santo. Nel pomeriggio, i cardinali elettori si trasferiscono in processione, cantando il Veni Creator, dalla Cappella Paolina alla Cappella Sistina, dove si svolgono le votazioni.

La Cappella Sistina, affrescata da Michelangelo, diventa il cuore del conclave. Qui vengono installati banchi per i cardinali e una stufa per bruciare le schede elettorali, che produce le famose fumate: nera se non c’è un eletto, bianca se il Papa è stato scelto. Per garantire la segretezza, l’area è bonificata da dispositivi elettronici, e i cardinali sono isolati dal mondo esterno, alloggiando nella Domus Sanctae Marthae, una residenza moderna all’interno del Vaticano.

Il processo di votazione
Una volta nella Cappella Sistina, i cardinali prestano un giuramento in latino, impegnandosi a rispettare le regole, mantenere il segreto e, se eletti, servire fedelmente la Chiesa. Il maestro delle celebrazioni liturgiche pronuncia l’extra omnes (“fuori tutti”), e le porte vengono chiuse, lasciando soli i cardinali elettori.

Le votazioni, chiamate scrutini, si svolgono due volte al mattino e due al pomeriggio. Ogni cardinale scrive il nome del candidato su una scheda con la frase Eligo in Summum Pontificem (“Eleggo come Sommo Pontefice”). La scheda, piegata, viene deposta in un’urna dopo un giuramento individuale: “Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto”.

Tre scrutatori contano i voti, mentre revisori e infirmarii (per raccogliere i voti dei cardinali malati) assicurano la regolarità del processo. Per essere eletto, un candidato deve ottenere i due terzi dei voti. Se dopo 33 o 34 scrutini non si raggiunge un accordo, si procede a un ballottaggio tra i due cardinali più votati, che però non partecipano al voto. Anche in questo caso, serve la maggioranza dei due terzi.

Le fumate e l’annuncio
Dopo ogni coppia di scrutini, le schede vengono bruciate nella stufa della Cappella Sistina. Per la fumata nera, si usano sostanze come perclorato di potassio, antracene e zolfo; per la fumata bianca, clorato di potassio, lattosio e colofonia. Le fumate avvengono generalmente intorno alle 12 e alle 19, visibili dal comignolo sul tetto della Sistina, attirando l’attenzione dei fedeli in Piazza San Pietro.

Quando un candidato ottiene i due terzi dei voti, l’elezione è valida. Il decano del Collegio cardinalizio chiede al prescelto: “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?” e, in caso di risposta affermativa, “Quo nomine vis vocari?” (“Come vuoi essere chiamato?”). Il nuovo Papa sceglie il nome e si ritira nella “stanza delle lacrime” per indossare i paramenti pontifici.

Il conclave si conclude con il Te Deum e l’annuncio pubblico. Il cardinale protodiacono appare dalla loggia della Basilica di San Pietro e pronuncia l’Habemus Papam, rivelando il nome del nuovo Pontefice. Il Papa impartisce poi la benedizione Urbi et Orbi, inaugurando ufficialmente il suo pontificato.

La durata e il significato del conclave
La durata del conclave varia. Nel 2013, per eleggere Papa Francesco, furono necessari cinque scrutini in due giorni; nel 2005, per Benedetto XVI, bastarono quattro scrutini in 24 ore. Il conclave più lungo della storia, tra il 1268 e il 1271, durò 33 mesi. Oggi, le regole moderne e l’isolamento favoriscono decisioni più rapide, ma il processo rimane un momento di profonda riflessione spirituale.

Il conclave non è solo un’elezione, ma un rito che unisce tradizione, fede e responsabilità. Sotto lo sguardo del Giudizio Universale di Michelangelo, i cardinali sono chiamati a discernere la volontà divina, scegliendo chi guiderà la Chiesa in un mondo in continua evoluzione.