La nave Gaia Blu alla ricerca di faglie sismiche nell'Adriatico
I dati consentiranno di migliorare le strategie di mitigazione del rischio costiero
La nave Gaia Blu del Consiglio Nazionale delle Ricerche è salpata per l'Adriatico centro-meridionale: fino all'8 maggio indagherà il fondale in quella zona alla ricerca di faglie attive e potenzialmente in grado di generare scosse sismiche. Gli obiettivi principali della campagna, chiamata Safe, sono identificare e mappare queste strutture tettoniche, valutare la loro connessione con sistemi di faglia noti a terra e ricostruire l'evoluzione strutturale dell'Appennino centro-meridionale. I dati raccolti consentiranno di migliorare le strategie di mitigazione del rischio costiero e rappresenteranno un passo fondamentale verso una conoscenza più approfondita del territorio marino e delle sue dinamiche. La spedizione vede coinvolti l'Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna, l'Università Aldo Moro di Bari e l'azienda Environmental Surveys-Ensu, spin-off dell'Ateneo barese, oltre a giovani ricercatori e dottorandi impegnati in attività di formazione avanzata. Il progetto Safe nasce per colmare una lacuna conoscitiva, attraverso l'acquisizione e l'interpretazione di dati sismici ad alta risoluzione e ad elevata profondità, di oltre un chilometro. I ricercatori utilizzeranno una tecnologia innovativa, che consente di ottenere immagini del sottosuolo ad alta risoluzione ma con un impatto ambientale significativamente ridotto rispetto ai sistemi tradizionali. L'integrazione tra tecniche di ultima generazione e pratiche sostenibili in ambiente marino permetterà di migliorare sensibilmente la capacità di acquisire dati cruciali finora mancanti nell'area adriatica.
(U.Gruber--BBZ)