Primo ok unanime alla legge cinema, delega al governo per la riforma
Arrivano l'Agenzia e il Forum. Giuli: "Superate le differenze di parte"
Un "Forum" di esperti, organismo di consultazione e monitoraggio delle politiche pubbliche sul cine-audiovisivo, e un'"Agenzia", ente con piena autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale che assumerà le funzioni di gestione ora attribuite al Mic che non siano quelle di indirizzo politico, di vigilanza strategica e ispettive. Arriva il primo ok alla legge sul cinema (la Commissione Cultura della Camera ha approvato il testo unificato e l'Aula dovrebbe licenziarla a fine mese per poi andare al Senato) che punta a riformare le politiche di settore e soprattutto l'intervento economico pubblico, cercando di equilibrare sostegni automatici e selettivi, incentivi fiscali e contributi a fondo perduto. Il provvedimento, approvato all'unanimità, è il frutto, abbastanza raro, dell'unificazione delle proposte dell'opposizione, con quella del Pd che lancia l'Agenzia e che vede come prima firmataria la segretaria Elly Schlein e quella della maggioranza, con la proposta di delega al governo per la riforma del settore presentata del presidente dell'organismo, il deputato di Fdi Federico Mollicone. Un fatto segnalato dal ministro Alessandro Giuli e dalla sottosegretaria Lucia Borgonzoni che sottolineano l'importanza di aver anteposto "l'interesse generale del settore alle legittime differenze di parte". E apprezzato anche dai dem. Nell'insieme la proposta di riforma prevede un intervento con il Forum che andrà a sostituire il Consiglio Superiore del Cinema e dell'Audiovisivo e l'Agenzia che assumerà le funzioni operative oggi svolte dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo. Nel Forum siederanno otto esperti nominati dal ministro della Cultura (nel rispetto dell'equilibrio di genere), due dei quali designati dalla Conferenza unificata e quattro individuati con avviso pubblico e otto rappresentanti delle associazioni di autori, lavoratori dello spettacolo, produttori indipendenti, esercenti, piattaforme e videogiochi. Ferme restanti le funzioni di indirizzo politico, vigilanza e ispettive, che restano riservate al ministero della Cultura, l'Agenzia, tra i vari compiti, si occuperà invece della gestione dei fondi e in generale delle risorse stanziate dallo Stato per l'attuazione delle politiche di sviluppo e sostegno del settore, nonché dell'accesso al credito da parte delle imprese del comparto, delle relazioni con le Film Commission, ed avrà un direttore (nominato dal ministro con parere del Parlamento), una Cda e un Collegio dei revisori dei conti e personale e risorse del Mic. Una volta entrata il vigore la legge, il governo è quindi delegato ad adottare, entro due anni, uno o più decreti legislativi per la riforma, il coordinamento e il riordino della disciplina del settore. Con questi decreti si dovranno costituire un Polo Nazionale del cinema e audiovisivo in cui saranno presenti anche Cinecittà e il Centro sperimentale di Cinematografia; introdurre una programmazione triennale del settore; prevedere la fissazione di almeno due finestre temporali annuali per l'erogazione dei contributi; affidare la gestione di tesoreria del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema ad un intermediario bancario; introdurre la figura del "responsabile dei crediti d'imposta". La delega riforma anche gli incentivi alle sale cinematografiche, prevede un sostegno per la produzione indipendente, ma soprattutto individua una riforma del welfare di settore sia per quanto riguarda le tutele previdenziali e assistenziali dei lavoratori dello spettacolo, il riordino degli ammortizzatori e una sorta di avvio della sperimentazione dell'indennità di discontinuità, la costituzione di un Fondo per il sostegno ai lavoratori dello spettacolo in emergenza pensionistica con una dotazione di 10 milioni di euro anni dal 2027 al 2030. Nella delega è anche prevista l'istituzione di una Commissione per la valutazione delle opere e dei progetti cinematografici e audiovisivi da costituire presso l'organismo di gestione dei contributi che dovrà valutare le opere e i progetti cui concedere contributi a valere dal Fondo per il Cinema e l'Audiovisivo.
(F.Schuster--BBZ)