Berliner Boersenzeitung - Scontro treni ad Adamuz

EUR -
AED 4.181512
AFN 71.731605
ALL 94.199795
AMD 418.288261
ANG 2.038555
AOA 1044.097437
ARS 1684.35625
AUD 1.652304
AWG 2.050906
AZN 1.934371
BAM 1.954343
BBD 2.295289
BDT 140.175531
BGN 1.925239
BHD 0.42968
BIF 3384.677493
BMD 1.138601
BND 1.474601
BOB 7.875131
BRL 5.894546
BSD 1.139651
BTN 106.96728
BWP 15.487458
BYN 3.305237
BYR 22316.588061
BZD 2.291992
CAD 1.615938
CDF 2581.782598
CHF 0.922552
CLF 0.026724
CLP 1050.357198
CNY 7.740383
CNH 7.744004
COP 3914.882346
CRC 517.414385
CUC 1.138601
CUP 30.172938
CVE 110.182884
CZK 24.249942
DJF 202.938755
DKK 7.473091
DOP 66.960096
DZD 151.91778
EGP 56.442028
ERN 17.079021
ETB 183.73157
FJD 2.580183
FKP 0.862694
GBP 0.86225
GEL 3.011643
GGP 0.862694
GHS 12.849424
GIP 0.862694
GMD 83.117718
GNF 9985.558038
GTQ 8.69452
GYD 238.502251
HKD 8.928628
HNL 30.492275
HRK 7.535042
HTG 148.948992
HUF 353.869929
IDR 20336.104731
ILS 3.418138
IMP 0.862694
INR 107.438994
IQD 1492.887392
IRR 1565861.619117
ISK 144.022025
JEP 0.862694
JMD 179.486234
JOD 0.807262
JPY 184.154556
KES 147.470095
KGS 99.570416
KHR 4574.590683
KMF 494.153264
KPW 1024.741687
KRW 1748.083709
KWD 0.352522
KYD 0.949692
KZT 552.947903
LAK 25014.357488
LBP 102053.442377
LKR 383.074505
LRD 207.585292
LSL 18.733039
LTL 3.361994
LVL 0.688728
LYD 7.315548
MAD 10.686336
MDL 20.205941
MGA 4820.407483
MKD 61.589099
MMK 2390.221382
MNT 4075.776259
MOP 9.205839
MRU 45.482103
MUR 53.798751
MVR 17.591442
MWK 1976.127247
MXN 19.965945
MYR 4.654591
MZN 72.754881
NAD 18.733039
NGN 1566.863946
NIO 41.938744
NOK 11.317402
NPR 171.147449
NZD 2.016832
OMR 0.437796
PAB 1.139651
PEN 3.886104
PGK 5.001273
PHP 69.809939
PKR 317.157831
PLN 4.287694
PYG 6955.816022
QAR 4.154104
RON 5.241092
RSD 117.292585
RUB 89.923111
RWF 1668.956173
SAR 4.27971
SBD 9.167965
SCR 16.006271
SDG 683.16092
SEK 11.080419
SGD 1.473288
SHP 0.850081
SLE 28.238005
SLL 23875.906894
SOS 651.314593
SRD 42.678216
STD 23566.750809
STN 24.481754
SVC 9.971568
SYP 125.852005
SZL 18.722047
THB 38.004263
TJS 10.547239
TMT 3.985105
TND 3.377783
TOP 2.741479
TRY 53.077609
TTD 7.745228
TWD 36.275607
TZS 2997.166294
UAH 51.153577
UGX 4182.882613
USD 1.138601
UYU 45.745907
UZS 13688.798115
VES 706.790237
VND 29945.217653
VUV 135.732026
WST 3.166316
XAF 655.468497
XAG 0.019422
XAU 0.00028
XCD 3.077127
XCG 2.053869
XDR 0.815192
XOF 655.468497
XPF 119.331742
YER 271.698778
ZAR 18.746218
ZMK 10248.764827
ZMW 20.528701
ZWL 366.629196

Scontro treni ad Adamuz




Il 18 gennaio 2026 poco prima delle 19:45, la tranquillità di una domenica in Andalusia è stata spezzata da un incidente ferroviario senza precedenti. Nelle campagne di Adamuz, un paese di meno di 5 000 abitanti vicino a Cordova, due treni ad alta velocità si sono scontrati frontalmente su un rettilineo che pochi mesi prima era stato rinnovato. Il bilancio provvisorio parla di almeno 45 morti e oltre 150 feriti; molte vittime sono state estratte dai vagoni contorti durante una notte di soccorsi difficili.

La dinamica dell’impatto
I protagonisti del disastro sono stati il treno Iryo 6189, un Frecciarossa 1000 partito da Malaga e diretto a Madrid con a bordo 284 persone, e il treno Alvia 2384 della compagnia Renfe, partito da Madrid e diretto a Huelva con 187 passeggeri. Secondo le testimonianze, gli occupanti dell’Iryo hanno percepito due forti vibrazioni: l’ultima carrozza del convoglio è uscita dai binari trascinandosi dietro le due precedenti e ha invaso la corsia opposta, sulla quale stava sopraggiungendo l’Alvia. L’impatto è stato inevitabile: le prime due carrozze del treno Renfe hanno urtato violentemente la coda del Frecciarossa e sono state proiettate su un terrapieno alto quattro metri, aggravando ulteriormente il numero dei feriti e dei decessi.

Lo scontro è avvenuto su un tratto rettilineo dove il limite di velocità era stato ridotto a 250 km/h dopo le segnalazioni dei macchinisti. I due treni viaggiavano a circa 205 km/h e 210 km/h, al di sotto dei limiti consentiti. Le autorità hanno perciò escluso quasi subito l’errore umano o l’eccesso di velocità, definendo l’accaduto «strano» e inspiegabile per un rettilineo rinnovato di recente.

Ricostruzione 3D: come avvenne il deragliamento
Per capire cosa sia accaduto, gli esperti hanno realizzato una ricostruzione tridimensionale basata su dati topografici, registrazioni dei sistemi di sicurezza e testimonianze dei sopravvissuti. Il modello mostra nel dettaglio come l’ottava carrozza dell’Iryo, dopo aver oltrepassato un giunto danneggiato della rotaia, abbia perso l’aderenza e sia deragliata. Trascinando le due carrozze precedenti, il convoglio ha occupato la sagoma libera del binario opposto mentre il treno Alvia stava sopraggiungendo, lasciando ai macchinisti solo una manciata di secondi per reagire. La simulazione evidenzia inoltre come l’energia cinetica dei treni in corsa abbia causato il sollevamento delle prime due carrozze dell’Alvia fino al terrapieno laterale, spiegando la gravità dei danni e l’alto numero di vittime.

L’utilizzo di strumenti digitali per l’analisi degli incidenti permette di valutare con precisione la sequenza degli eventi. Nel caso di Adamuz, la ricostruzione 3D supporta l’ipotesi di un cedimento infrastrutturale: gli investigatori hanno individuato un giunto di collegamento usurato (fishplate) che avrebbe creato un varco fra le rotaie. I tecnici ritengono che questo difetto, forse presente da tempo, si sia ampliato con il passaggio dei treni, fino a far uscire dai binari l’ultima carrozza. L’attenzione si concentra quindi sullo stato dell’infrastruttura e sulla manutenzione, mentre il deragliamento dovuto a eccesso di velocità viene ritenuto improbabile.

Le indagini e le prime ipotesi
Oltre alla ricostruzione digitale, l’indagine ufficiale condotta dalla Commissione per gli Incidenti Ferroviari (CIAF) sta analizzando i registratori di bordo e i resti dei vagoni. Il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha definito l’incidente «estremamente strano», ricordando che il tratto era stato rinnovato a maggio 2025 e che la velocità massima era stata già abbassata. Il presidente di Renfe, Álvaro Fernández Heredia, ha confermato che i due treni rispettavano i limiti di velocità e che l’ultima ispezione del Frecciarossa 1000 risale al 15 gennaio, pochi giorni prima della tragedia. Heredia ha inoltre spiegato che, tra il deragliamento e l’impatto, sarebbero trascorsi circa venti secondi, un intervallo troppo breve perché i sistemi di sicurezza potessero evitare lo scontro.

Secondo le informazioni raccolte finora, l’ipotesi principale riguarda quindi il guasto a un giunto delle rotaie o a una componente del carrello ferroviario. Più volte nei mesi precedenti la rete ad alta velocità Madrid–Andalusia era stata oggetto di segnalazioni: il sindacato dei macchinisti SEMAF aveva denunciato vibrazioni e problemi alle infrastrutture, mentre il gestore ADIF aveva registrato otto malfunzionamenti tra ottobre e dicembre 2025. In quel tratto la frequenza di passaggio dei treni è aumentata con l’ingresso di operatori privati come Iryo, e la manutenzione potrebbe non aver tenuto il passo del traffico crescente.

Reazioni e conseguenze
La collisione di Adamuz è il peggior incidente ferroviario in Spagna dagli anni 2010, superando per gravità il deragliamento di Santiago de Compostela del 2013. Il governo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale e il presidente Pedro Sánchez si è recato sul luogo dell’incidente, promettendo piena trasparenza sulle cause. Nel frattempo, i sindacati dei macchinisti hanno chiesto scioperi per denunciare la carenza di investimenti e le privatizzazioni che avrebbero indebolito la rete ferroviaria. I lavori di soccorso e rimozione dei mezzi sono proseguiti per giorni, con chiusure della linea che hanno riguardato oltre 200 treni.

Il dramma di Adamuz ha riportato al centro dell’attenzione la sicurezza ferroviaria e l’importanza della manutenzione preventiva. La ricostruzione 3D dello scontro non è solo uno strumento didattico; offre agli investigatori un supporto fondamentale per comprendere le dinamiche, valutare le responsabilità e prevenire tragedie simili. In attesa dei risultati ufficiali, il Paese resta in lutto e chiede che la verità emerga rapidamente, affinché le vittime non siano dimenticate e la fiducia nella rete ferroviaria ad alta velocità possa essere ricostruita.