Berliner Boersenzeitung - Fisica del salto con gli Sci

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Fisica del salto con gli Sci




Alle Olimpiadi invernali di Milano‑Cortina 2026 il salto con gli sci è una delle discipline più spettacolari. Gli atleti scendono lungo un trampolino inclinato che permette di raggiungere velocità prossime ai 100 km/h. In un attimo, 0,25‑0,35 secondi, trasformano quella energia in una traiettoria di volo grazie a uno stacco esplosivo che li proietta nell’aria. L’obiettivo non è saltare più in alto, ma cadere il più lentamente possibile e planare lontano: a differenza di una caduta libera, il saltatore cerca di rallentare la discesa sfruttando la portanza aerodinamica.

Perché gli sci sono aperti a V
Fino agli anni ’80 gli sciatori volavano con gli sci paralleli. Nel 1985 lo svedese Jan Boklöv aprì le punte degli sci in modo istintivo e si rese conto che volava più lontano. Inizialmente la postura «disordinata» fu penalizzata, ma i test in galleria del vento dimostrarono che la tecnica a V aumentava la portanza del 28 % e allungava i salti di circa il 10 %. Gli sci aperti creano una sorta di ala virtuale: l’aria compressa tra le lamine genera una zona di alta pressione che spinge l’atleta verso l’alto. Oggi la divaricazione tra le punte varia normalmente tra 30° e 45°, mentre il busto si inclina in avanti di circa 20° per ridurre la resistenza.

Durante il volo il corpo deve essere compatto, le braccia arretrate e la testa bassa per non offrire superficie inutile all’aria. L’atleta diventa così un “ala vivente” e può restare sospeso fino a sette secondi nei trampolini Large Hill.

Accelerazione, stacco e regolamenti
Il trampolino presenta una pendenza di circa 35° nella fase di rincorsa e un’inclinazione più dolce (circa 10°) per facilitare la transizione al volo. La rampa consente di raggiungere velocità elevate prima dello stacco: un ritardo di pochi centesimi di secondo compromette il salto.

La Federazione Internazionale di Sci (FIS) impone regole severe per tutelare la sicurezza. La lunghezza degli sci non può superare il 145 % dell’altezza dell’atleta e i saltatori con indice di massa corporea (BMI) inferiore a 21 devono utilizzare sci più corti. Le tute devono essere più larghe del corpo di soli 2‑5 centimetri per evitare che si trasformino in “paracaduti”. Anche il vento viene compensato: una raffica frontale aumenta la portanza e quindi toglie punti, mentre il vento alle spalle viene premiato con un bonus.

Telemark: l’arte dell’atterraggio
Il punteggio finale non dipende solo dalla distanza ma anche dallo stile. Per ottenere un buon voto di stile, il saltatore deve atterrare in posizione Telemark: uno sci davanti all’altro, ginocchio posteriore flesso e busto eretto. Questa posizione permette di assorbire meglio l’impatto e distribuire uniformemente il peso. I giudici valutano la transizione dal volo all’atterraggio, l’eleganza del gesto e la stabilità; l’assenza di Telemark comporta una penalità di almeno due punti.

Record ufficiali e salti estremi
Le competizioni olimpiche si svolgono su due tipi di trampolino: il normal hill (circa 100 m) e il large hill (140 m). Dopo una qualificazione a 50 atleti, la finale prevede due salti e vince chi totalizza il punteggio più alto.

Il 30 marzo 2025 lo sloveno Domen Prevc ha stabilito il record mondiale con un volo di 254,5 metri al Planica 7, superando il precedente primato di 253,5 m. Nonostante il record, Prevc ha chiuso la gara al secondo posto, ma ha ricevuto l’ambito premio “Planica 7”. Pochi giorni prima, sua sorella Nika Prevc aveva fissato il nuovo primato femminile a 236 metri a Vikersund, superando il precedente record di Silje Opseth (230,5 m).

Lo ski flying spinge i limiti ancora oltre: nel 2024 il giapponese Ryōyū Kobayashi ha sorvolato 291 metri su un trampolino improvvisato in Islanda. L’impresa, organizzata da Red Bull, non è riconosciuta dalla FIS perché non si è svolta in gara ufficiale. Ciononostante ha dimostrato che il muro dei 300 metri è ormai alla portata e alimenta il dibattito su sicurezza e regolamenti.

Quando la fisica incontra il coraggio
Il salto con gli sci combina forza, tecnica e conoscenze scientifiche. Ogni dettaglio – dalla posizione a V all’angolo di atterraggio, dalle tute aderenti all’effetto suolo che crea un cuscino d’aria negli ultimi metri – contribuisce a trasformare una caduta in una planata controllata. Le regole sul BMI, le misure antiventto e la precisione nel giudizio testimoniano l’impegno a coniugare spettacolo e sicurezza. Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi di Milano‑Cortina 2026, gli occhi degli appassionati sono puntati sugli atleti che sfideranno nuovamente la gravità a suon di record e di equilibrio.