Berliner Boersenzeitung - Meloni: Auguri agli Italiani

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Meloni: Auguri agli Italiani




Nella vigilia di Natale del 24 dicembre 2025 la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha diffuso sui propri canali social un videomessaggio rivolto a tutti gli italiani. È un augurio che richiama la tradizione e allo stesso tempo intende parlare a un Paese attraversato da incertezze economiche e tensioni sociali. Il video è girato in un contesto intimo: la premier indossa un maglione bianco e alle sue spalle si vede un presepe riccamente decorato.

Nel messaggio Meloni si rivolge idealmente a ogni categoria di cittadini. «Voglio rivolgere un augurio sincero a tutti gli italiani», dice rivolgendosi a chi trascorre il Natale in famiglia, a chi lo celebra lavorando, a chi vive questo periodo con serenità o con preoccupazione, a chi festeggia e a chi cerca un momento di pace. La scelta di parlare accanto al presepe non è casuale: per la premier la natività è un racconto che “custodisce dei valori, rende più profonde le radici” ed è un simbolo che non impone nulla ma invita a riflettere.

La premier sottolinea come il presepe trasmetta valori di dignità, responsabilità, rispetto per la vita e attenzione ai fragili, elementi che secondo lei hanno plasmato la comunità italiana. Sottolinea che una nazione che conosce le proprie radici non ha paura del confronto né del futuro e invita tutti a essere orgogliosi della propria identità. Nel suo discorso, Meloni ricorda un passaggio già pronunciato anni prima, invitando a «prendere il pastorello e fare la rivoluzione del presepe»: per lei il presepe non è un rito vuoto ma una riaffermazione di un patrimonio culturale che si oppone alla moda di relegare le tradizioni in nome di un presunto pluralismo culturale.

L’augurio prosegue con un invito a far sì che il Natale regali “un po’ di luce, calma e forza” a ciascuno. Meloni chiede di vivere le feste come un momento per ritrovarsi, per guardare avanti con fiducia e senza dimenticare chi ha bisogno di aiuto, “senza dimenticare chi siamo”. La chiusura del messaggio, «Buona Vigilia e buon Santo Natale a tutti», è rivolta tanto ai sostenitori quanto ai detrattori del suo governo e richiama un senso di appartenenza nazionale che travalica le divisioni politiche.

Il contesto in cui il messaggio viene pronunciato non è banale. Pochi giorni prima, durante gli auguri ai dipendenti di Palazzo Chigi, Meloni aveva dichiarato che il 2025 è stato un anno difficile e che il 2026 sarà ancora più impegnativo, evocando le sfide economiche e sociali che attendono il Paese. Alle preoccupazioni su crescita lenta e debito pubblico elevato si aggiungono le tensioni geopolitiche in Europa e nel Mediterraneo. La premier ha scelto di non nascondere le difficoltà, ma di accostare questo realismo a un richiamo ai valori e alla memoria storica per costruire resilienza.

Nell’imminenza delle feste la presidente del Consiglio ha anche rivolto un saluto ai contingenti militari italiani all’estero dal Comando Operativo di Vertice Interforze. In quell’occasione ha ringraziato le donne e gli uomini delle forze armate che passeranno il Natale lontani dalle famiglie, sottolineando che la pace è possibile solo grazie a eserciti credibili. Ha citato il motto latino “Si vis pacem, para bellum” per ribadire che la forza militare è un deterrente essenziale per allontanare la guerra e che la diplomazia deve poggiare su basi solide costruite con professionalità e sacrificio.

Il videomessaggio ha suscitato reazioni diverse nel mondo politico e sui social. Da un lato, molti sostenitori hanno lodato la scelta di valorizzare la natività come simbolo identitario e hanno apprezzato il richiamo alla fierezza delle radici cristiane. Dall’altro lato, alcune voci dell’opposizione hanno criticato l’enfasi su un simbolo religioso in una società che si definisce pluralista, interpretando il richiamo al presepe come strumentale a un’idea di identità esclusiva. Il dibattito che ne è scaturito testimonia la persistente tensione tra tradizione e modernità nella politica italiana.

Oltre alle polemiche, l’augurio della premier parla anche agli italiani all’estero e a coloro che, per lavoro o per scelta, vivono lontani. Il riferimento ai fragili e a chi è impegnato nei servizi essenziali riconosce il contributo di medici, infermieri, forze dell’ordine, soccorritori e volontari che continuano a garantire la sicurezza e la coesione sociale durante le feste. In questo senso il discorso tende a costruire un ponte tra istituzioni e cittadini, rafforzando il sentimento di solidarietà nazionale.

Guardando al futuro, il messaggio natalizio di Giorgia Meloni offre un insieme di speranza e pragmatismo. L’invito a essere orgogliosi della propria identità e a custodire i valori che definiscono la comunità italiana si accompagna a un riconoscimento delle sfide economiche, sociali e internazionali che l’Italia dovrà affrontare nel 2026. Il discorso propone così una via di mezzo tra la celebrazione delle radici e la consapevolezza della complessità contemporanea, suggerendo che la forza per superare le difficoltà può venire proprio dalla memoria condivisa e dal senso di appartenenza.
Méta‑description

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